Afghanistan, assaltata la sede Onu di Kunduz

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Quinto giorno di proteste per il rogo del Corano commesso da militari Usa. Scontri tra manifestanti e polizia, vittime e feriti. A Kabul sparatoria al Ministero dell'Interno: uccisi due consiglieri americani. Da Karzai appello alla calma. VIDEO

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In Afghanistan migliaia di manifestanti, nel quinto giorno consecutivo di proteste per il rogo del Corano, hanno circondato il complesso dell'Onu nella città afghana di Kunduz (nord) e hanno tentato di dargli l'assalto. Due manifestanti (secondo alcune fonti sarebbero tre) sono stati uccisi dalla polizia mentre davano fuoco a case e negozi. Un'altra vittima si è registrata nella provincia di Logar, nell'est, e una nella città di Mihtarlam, capoluogo della provincia di Laghman.

Uccisi due consiglieri americani
- E fonti della sicurezza afghana hanno reso noto che due consiglieri militari americani sono stati uccisi in una sparatoria avvenuta all'interno del ministero dell'Interno afghano, edificio superprotetto nel cuore della capitale Kabul. Ad aprire il fuoco un agente di polizia. Secondo alcune fonti, gli spari sarebbero stati preceduti da "uno scontro verbale".

Tensioni a Kunduz - Almeno 1.000 persone hanno avviato un corteo per le strade di Kunduz City, prima sfilando in modo pacifico, ma poi alzando i toni della protesta, con nutriti lanci di pietre contro edifici governativi, con azioni incendiarie e con l'assalto alla locale sede dell'Onu. Il portavoce del governo provinciale, Sarwer Hussaini, ha indicato che la polizia, che aveva costituito una cintura di sicurezza, ha respinto i manifestanti sparando in aria, con un bilancio provvisorio di almeno cinque feriti.

Proteste anche in altre città - Kunduz è una delle cinque province dove sabato 25 febbraio, insieme a Kabul, sono riprese per il quinto giorno consecutivo le proteste per la dissacrazione del Corano commessa da militari Usa della base di Bagram. Nei giorni scorsi il saldo delle vittime ha raggiunto quota 29, mentre i feriti sarebbero almeno 200 in tutto il paese. Le altre province coinvolte il 25 febbraio dalle proteste sono Logar, dove ci sarebbe stato un morto e numerosi camion incendiati, Nangarhar, Paktia e Laghman. In quest'ultima, a quanto ha appreso l'agenzia di stampa Ansa da fonti mediche, i feriti hanno raggiunto quota 18. Centinaia di persone, infatti, hanno manifestato violentemente, anche con il lancio di pietre, davanti alla sede del governo provinciale.

Appello di Karzai alla calma - Il presidente Hamid Karzai non ha nascosto la sua viva preoccupazione per quanto sta accadendo e ha rinnovato ufficialmente un appello alla calma chiedendo agli afghani di manifestare sì, "ma senza abbandonarsi a violenze ed alla distruzione di beni pubblici".  Da parte sua, il presidente americano Barack Obama ha espresso apprezzamento per l'appello lanciato dal presidente afghano Hamid Karzai "per il dialogo e la calma" e ha ribadito che "gli Stati Uniti rimangono impegnati ad una partnership con il governo e il popolo dell'Afghanistan".

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