Kabul, proteste per rogo del Corano. Chiusa l’ambasciata Usa

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Un migliaio di manifestanti ha bruciato un compound straniero dopo il ritrovamento di alcune copie carbonizzate del libro sacro dell'Islam in una base americana. La delegazione statunitense: "Sospesi tutti i viaggi". Almeno 5 morti, diversi i feriti

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In Afghanistan cresce la rabbia della popolazione locale contro le forze della coalizione internazionale.
Cinque manifestanti afghani sono morti nel corso delle proteste anti-Usa per il rogo di alcune copie del Corano avvenuto nella base americana di Bagram. E il governatore della provincia di Nangarhar ha denunciato che nove scolare sono rimaste ferite per errore da un attacco lanciato da un elicottero della Nato.
Nelle proteste contro i roghi del Corano, tre persone hanno perso la vita nel distretto di Shinwar, nella provincia di Parwan, come riferito dal portavoce dell'amministrazione locale, Roshna Khalid.
"Le proteste sono diventate violente. Hanno attaccato la polizia con pietre. Negli scontri tra agenti e manifestanti, tre persone sono state uccise e altre 10 ferite", ha spiegato Khalid. Altre due persone sono state uccise a Kabul e nella città di Jalalabad. Nella capitale afghana la folla inferocita ha costretto l'ambasciata Usa alla chiusura; lo staff è rimasto bloccato all'interno e su Twitter è stato annunciato lo stop a tutte le missioni.
L'Isaf sta cercando invece di verificare le accuse lanciate dal governatore provinciale di Nangarhar, Ahmad Zia Abdulzai, secondo il quale i feriti nell'attacco dell'elicottero sono tutte scolare, quattro delle quali sono state gia' dimesse dall'ospedale, mentre invece altre cinque sono ancora ricoverate. Al comando militare al momento "non risulta alcuna operazione" in quella zona.

Rientrano le salme dei tre militari italiani - Intanto, è atterrato all'aeroporto militare di Ciampino il C-130 che ha trasferito in Italia le salme del caporal maggiore capo scelto Francesco Currò, del caporal maggiore scelto Luca Valente e del caporal maggiore scelto Francesco Paolo Messineo morti lunedì 20 febbraio in un incidente stradale in Afghanistan. Ad accogliere le salme dei tre militari il capo di stato maggiore della difesa generale Abrate e il capo di Stato maggiore dell'Esercito, generale Graziano che ha espresso sentimenti di "affettuosa vicinanza e sincera partecipazione al dolore dei familiari dei caduti". I parenti sono supportati da un team di sostegno psicologico dell'Esercito. All'arrivo ha reso gli onori una rappresentanza in armi dell'esercito. Completato lo scalo tecnico i feretri saranno trasportati con un C 130 Hercules e un C 27 in Sicilia e in Puglia per i funerali solenni.

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