India: fermati due militari italiani per i pescatori uccisi

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I due fucilieri di marina della petroliera Enrica Lexie sono stati interrogati dalla polizia indiana e presi in custodia. La Farnesina accusa: "Atti unilaterali. Monti informato”. Paola Severino: “La giurisdizione è italiana”. Tensione tra le diplomazie

Non c'è accordo fra Roma e New Delhi sulla gestione della vicenda della petroliera italiana Enrica Lexie e sull'uccisione di due pescatori indiani. Interrogati dalla polizia indiana che li ha presi in custodia, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, questi i nomi dei due fucilieri di marina del Reggimento San Marco, hanno ribadito la loro estraneità ai fatti dicendo di aver visto persone armate e di aver sparato colpi d'avvertimento in aria e acqua.
La Farnesina accusa la polizia indiana di atti unilaterali e ricorda che i militari italiani godono dell'immunità. Massimiliano Latorre e Salvatore Girone prestano servizio presso il reggimento San Marco, che ha sede nella caserma Carlotto di Brindisi.

Il 15 febbraio l'uccisione di due pescatori indiani - Le autorità indiane ritengono i due militari italiani responsabili dell'uccisione di due uomini del peschereccio St. Antony in navigazione mercoledì 15 febbraio nel Mar Arabico. Le vittime, che il 18 febbraio hanno ricevuto l'estremo saluto della popolazione di Kollam in un clima di grande emozione e di richiesta di giustizia, si chiamavano Ajesh Binki, di 25 anni, e Gelastine, di 45.
L'equipaggio italiano in quella occasione rispose a quello che ritenne essere un attacco di pirati e quindi proseguì la sua rotta, salvo poi obbedire a una ingiunzione delle autorità indiane di entrare nel porto di Kochi, dove la nave è tuttora ancorata (GUARDA LA MAPPA). La polizia del Kerala ha rivelato che sulla chiglia del peschereccio vi sono "almeno 16 fori di proiettile".

Il ministro Severino: la situazione non è tranquillizzante  - Il ministro della Giustizia Paola Severino, ospite di In mezz'ora, ha definito la una situazione "non tranquillizzante", (GUARDA IL VIDEO). "Abbiamo trattato tutta la notte e abbiamo in India delle persone inviate dai ministeri degli Esteri, Giustizia e Difesa" ha spiegato per poi aggiungere: "Abbiamo comunque un'idea molto precisa: il fatto è avvenuto in acque internazionali, su una nave che batte bandiera italiana, quindi la giurisdizione è italiana".

Chi sono i due marò fermati - Due pugliesi, due appassionati della vita militare che ora si ritrovano ad affrontare un capitolo molto complicato del loro lavoro e della loro vita. Su chi siano Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, i marò del Reggimento San Marco coinvolti nel caso dei due pescatori indiani uccisi il 15 febbraio nel Mare Arabico, al momento si sa molto poco, complice la naturale cortina di riserbo innalzata da Forze Armate e governo per trovare una soluzione alla vicenda.
Le notizie sulla figura di Latorre rimbalzano soprattutto grazie al suo profilo Facebook. E' nato a Taranto 35 anni fa (esattamente il 25 maggio 1967) e risiede nel capoluogo ionico; sposato e separato, ha quattro figli. La sua prima passione è quella per il reggimento San Marco, dove svolge il suo lavoro. Da qualche anno Latorre si è avvicinato anche alla politica. Nel 2007 è stato candidato alle Comunali per Taranto nella lista di AT6 - Lega d'azione meridionale, movimento fondato dall'ex sindaco e deputato Giancarlo Cito. Nel 2010 ci ha riprovato alle Regionali per la Puglia nella lista 'I Pugliesi', capofila era Mario Cito, figlio di Giancarlo. A Taranto vivono anche i famigliari più stretti, a cominciare dalla madre (il marò ha perso il padre tempo fa) e dalle sorelle.
"Siamo stati noi ad avvisare la mamma di Massimiliano - ha detto all'ANSA un nipote, Christian D'Addario - dopo aver appreso la notizia dai telegiornali. Ora è con noi, che siamo i parenti più stretti. C'è, ovviamente. preoccupazione, ma speriamo di avere presto buone notizie".
L'ultimo post su Facebook Latorre lo ha scritto l'11 febbraio scorso, alle 16.48, dal Ramada Hotel di Colombo, nello Sri Lanka, ma alcuni famigliari e amici stanno continuando a scrivere sulla sua bacheca. "Signori e signori vi mando un abbraccio... mi assento per qualche ora o forse per qualche giorno, alla prossima!" aveva postato il militare sul social network. Tra i primi commenti c'era quello di una sorella, Franca Latorre: "Un abbraccio grande a mio fratello e alla sua squadra".
Poche notizie telegrafiche invece su Salvatore Girone, l'altro marò che le autorità indiane accusano di aver sparato e ucciso i due pescatori scambiandoli per pirati. Si sa solo che è nato nel 1978, ed ha quindi 34 anni, a Bari dove vive con i genitori e non è sposato.

Il Reggimento San Marco - Il Reggimento San Marco della Marina militare, di cui fanno parte i marò coinvolti nell'uccisione dei due pescatori in India, è uno dei reparti d'elite delle Forze armate italiane: dalla fine del '91 il San Marco ha sede nella nuova caserma di Brindisi intitolata alla Medaglia d'oro Ermanno Carlotto, l'ufficiale di Marina ucciso in Cina durante la Rivolta dei Boxers. Dal primo ottobre 2009 il Reggimento San Marco, insieme al Reggimento Carlotto e al Gruppo mezzi da sbarco, fa parte della neo costituita Forza da sbarco della Marina militare, che ha un organico di circa 2.100 uomini.

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