Siria, l'Onu approva la risoluzione di condanna

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L’Assemblea generale ha votato il documento, non vincolante, contro la repressione messa in atto dal regime di Assad. 137 i sì, 12 i no (tra cui Russia e Cina) 17 gli astenuti. Ban Ki-moon: “Nel Paese si commettono crimini contro l’umanità”

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Con 137 voti a favore, 12 contrari e 17 astenuti, l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha approvato una risoluzione (non vincolante a differenza di quelle approvate dal Consiglio di Sicurezza) che condanna la repressione messa in atto dal regime di Bashar al Assad, in Siria. Il testo ricalca quello bloccato il 4 febbraio al Consiglio di Sicurezza dal veto di Russia e Cina.
Russia e Cina, dopo aver bloccato per due volte con l'uso del veto l'azione del Consiglio di Sicurezza Onu, hanno votato contro il testo presentato dall'Egitto in rappresentanza dei Paesi arabi e di altri settanta 'co-sponsor'. Pollice verso anche da parte di Nord Corea, Iran, Venezuela, Siria e Cuba.
La risoluzione approvata dall'Assemblea Generale non ha potere vincolante come i documenti varati dal Consiglio di Sicurezza. Ma - spiegano fonti diplomatiche - ha un grande valore simbolico e rappresenta una decisione molto forte di pressione politica sul governo di Damasco.

Il segretario generale Ban ki-moon ha denunciato che in Siria la situazione è talmente grave da potersi affermare che vi si commettono anche crimini contro l'umanità, e dunque le autorità di Damasco debbono porre fine agli attacchi contro i civili. "Assistiamo al bombardamento indiscriminato di interi quartieri, all'uso degli ospedali come centri di tortura, all'uccisione e agli abusi su bambini di soli 10 anni di età", ha denunciato Ban, dopo aver incontrato il presidente austriaco Heinz Fischer.

Intanto all'indomani della convocazione per il 26 febbraio di un referendum sul progetto di una nuova Costituzione per la Siria da parte del presidente Assad, le principali forze di opposizione hanno lanciato un appello ai connazionali per il boicottaggio della consultazione. "La bozza costituzionale non è altro che uno strumento politico, un pezzo di carta scritto da questo regime barbarico", recita per esempio un comunicato dei Comitati Locali di Coordinamento della Rivoluzione. "Non vediamo alcuna alternativa al rovesciarlo, insieme ai suoi simboli, ai suoi rappresentanti e all'ideologia sulla quale si fonda. Come Comitati di Coordinamento chiediamo pertanto al popolo siriano di respingere e boicottare il presunto referendum, così da confermare la mancanza di pubblico appoggio per questo regime criminale".

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