Amnesty: "In Libia milizie fuori controllo, abusi e torture"

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L'organizzazione denuncia in un rapporto come la situazione nel paese sia ancora complicata, soffermandosi sul ruolo dei militari che "commettono ampi abusi con impunità, alimentando l’insicurezza e pregiudicando la ricostruzione delle istituzioni"

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Abusi, torture, detenzioni illegali. In Libia è ancora caos. Lo denuncia Amnesty International in un rapporto intitolato “Le milizie minacciano le speranze di una nuova Libia” (qui il pdf in inglese) nel quale sostiene che le milizie armate operanti in tutto il paese commettono ampi abusi con impunità, alimentando l’insicurezza e pregiudicando la ricostruzione delle istituzioni statali.
Il rapporto dell’organizzazione internazionale documenta gravi e massicci abusi, compresi crimini di guerra, detenzioni illegali e torture, da parte di una moltitudine di milizie nei confronti di sospetti lealisti gheddafiani.

Secondo Amnesty, migranti e rifugiati africani sono stati presi di mira, le milizie hanno compiuto attacchi di rappresaglia, costringendo alla fuga intere comunità.
“Le milizie sono ampiamente fuori controllo e l’impunità totale di cui beneficiano non fa altro che incoraggiare ulteriori abusi e perpetuare l’insicurezza e l’instabilità’’ – ha dichiarato Donatella Rovera, una ricercatrice di Amnesty International.
“Un anno fa, i libici rischiavano la vita in nome della giustizia – continua Rovera – Oggi, le loro speranze sono minacciate da milizie armate fuorilegge che calpestano i diritti umani impunemente. L’unico modo per spezzare questo intricato ciclo di decenni di abusi ereditato dall’autoritario regime del colonnello Gheddafi è di garantire che nessuno sarà al di sopra della legge e che vi saranno indagini".
L'organizzazione ha anche lanciato un appello, che è possibile sottoscrivere online.

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