Egitto, strage allo stadio. Chiesta la sfiducia del governo

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Oltre 70 morti e 1000 feriti negli scontri al termine di una partita a Port Said. Sotto accusa la polizia, che non avrebbe fatto nulla contro le violenze. Destituito il responsabile della sicurezza. Alcuni partiti propongono una mozione contro l'esecutivo

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Alcuni partiti e candidati alle presidenziali hanno chiesto che venga presentata una mozione di sfiducia al governo in seguito agli scontri violenti al termine della partita a Port Said, che hanno provocato oltre 70 vittime e il ferimento di circa 1000 persone. La richiesta è stata avanzata da vari partiti moderati: il Wafd, gli Egiziani Liberi e il Fronte Democratico, oltre ad  un movimento di giovani per la rivoluzione e al candidato salafita alla presidenza Hazem Abu Ismail. Intanto il ministro dell'Interno egiziano, Mohammed Ibrahim, ha destituito il responsabile della sicurezza a Porto Said, Essam Samak.

Mercoledì sera, al fischio finale centinaia di tifosi della locale squadra al-Masry, vittoriosa per 3-1, hanno attaccato i supporter di quella ospite, la cairota al-Ahly, uno dei club più titolati del Paese. Secondo Ibrahim, la maggior parte delle vittime sono state calpestate dalla folla, ma fonti ospedaliere hanno denunciato che non poche erano state accoltellate o massacrate di botte. Il direttore dell'impianto sportivo, Mohammed Younis, dal canto suo ha accusato la polizia di non essersi interposta tra le due fazioni per codardia: "Gli agenti non hanno fatto un bel niente perché avevano paura dei tifosi, si sono limitati a guardare in quanto temevano di poter essere linciati", ha riferito. "Quello che è successo si sapeva da prima: era dalla settimana scorsa che gli ultras di ambedue le squadre si sobillavano sui social network", ha sottolineato. Secondo un portavoce del club di casa, Mohammed Sein, tra gli spettatori di Porto Said ci sarebbero stati "picchiatori infiltrati" non meglio identificati, in quanto "non ha senso che, dopo aver vinto, i nostri tifosi abbiano fatto quello che si è visto".

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