Di Paola a SkyTG24: "L'Iran è un punto dolente per tutti"

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Nel giorno in cui l'Unione europea ha imposto l’embargo petrolifero contro Teheran, il ministro della Difesa italiana spiega: "E' una decisione significativa, l’Iran deve avere comportamenti più responsabili e rispettare il diritto internazionale". VIDEO

L'Iran "è un punto dolente per tutti noi e il fatto che a Bruxelles l'Unione europea abbia confermato le sanzioni per indurre" Teheran "a comportamenti più responsabili, è molto significativo". Lo ha detto il ministro della  Difesa, Giampaolo Di Paola, ospite di Sky TG24, nel giorno in cui i 27 paesi dell’Ue hanno deciso di imporre un embargo petrolifero contro Teheran.
"Chiudere lo stretto di Hormuz sarebbe una violazione del  diritto internazionale", ha sottolineato il ministro spiegando che "dolorosamente significherebbe chiudere oltre il venti per cento del  petrolio mondiale che passa da Hormuz. Il 13 per cento che l'Italia  importa, passa per Hormuz". Per questo abbiamo "interesse vitale che l'Iran si comporti secondo il diritto internazionale. Hormuz è uno spazio internazionale che deve essere lasciato libero. E' importante per tutti noi".

L’embargo deciso dalla Ue - Nella giornata di lunedì 23 gennaio i ministri degli Esteri dell'Ue hanno dato il via libera all'embargo petrolifero contro l'Iran che prevede il divieto di importare, acquistare o trasportare il greggio di Teheran per tutti i 27 Paesi europei. L'embargo, deciso per sanzionare il programma nucleare del regime degli ayatollah, riguarda i nuovi contratti mentre per quelli in essere ci sarà tempo fino al 1 luglio per allinearsi allo stop. I capi delle diplomazie dei 27 hanno anche congelato i beni della Banca centrale iraniana e vietato "il commercio di oro, metalli preziosi e diamanti con enti pubblici iraniani e la banca centrale". Le attività della Banca centrale considerate legittime potranno però continuare, seppur "in condizioni ristrette".

La dura reazione iraniana - L'annuncio ha provocato l'immediata reazione iraniana, con il vicepresidente della Commissione Esteri e Sicurezza Nazionale del Parlamento di Teheran, Mohammad Kossari, che è tornato a minacciare la chiusura  dello Stretto di Hormuz, l'imbuto di mare tra il Golfo Persico e il Golfo di Oman per cui passa il 20 per cento del traffico mondiale petrolifero: "Se vi saranno problemi nella vendita del petrolio iraniano, lo Stretto di Hormuz verrà senz'altro chiuso", ha avvertito il parlamentare.

Solidarietà a Teheran dalla Russia - Anche la Russia si è schierata contro l'embargo: "Le sanzioni unilaterali non aiutano. Inviteremo tutti ad astenersi da iniziative dure e cercheremo di far riprendere i negoziati", ha assicurato il ministro degli Esteri, Serghei Lavrov.  Fonti Ue hanno spiegato che l'impatto economico dell'embargo - che potrebbe svantaggiare Paesi importatori da Teheran come la Grecia e l'Italia - sarà tenuto sotto controllo ed "entro il primo maggio" sarà effettuata una verifica sulla sua applicazione.
Il ministro degli Esteri, Giulio Terzi, ha ribadito che l'Italia è "certamente con l'Europa" sull'embargo e spinge per il proseguimento della politica del doppio binario, dialogo e sanzioni".

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