Gli Usa: "In Cina peggiora la situazione dei diritti umani"

Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama stringe la mano al premier cinese Wen Jiabao prima del loro colloquio a Pechino il 18 novembre 2009
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L'ambasciatore americano: "Pechino teme che la primavera araba possa arrivare anche in Oriente. Negli ultimi giorni, giro di vite significativo sul dissenso e nel dibattito pubblico". A breve visita di Stato a Washingotn del vicepresidente Xi Jinping

La situazione dei diritti umani in Cina si sta deteriorando e il regime si sente sempre più minacciato dalla scia di sollevazioni popolari che, in Medio Oriente, hanno dato vita alla 'primavera araba'.
Così l'ambasciatore Usa in Cina, Gary Locke, ha fotografato la situazione nel gigante asiatico.
"Il clima dei diritti umani in Cina ha sempre fluttuato, su e giù, ma ora ci sembra di essere in un periodo buio e la situazione sta peggiorando", ha detto il diplomatico al 'The Charlie Rose Show' sulla tv pubblica statunitense.

Il diplomatico ha citato il crescente numero di arresti di dissidenti, avvocati e persone percepite come critiche dal regime, arresti aumentati dal momento in cui è partita la 'primavera araba', che ha rovesciato i regimi in Egitto, Tunisia e Libia.
"La leadership cinese teme davvero che possa accadere qualcosa di simile. E così c'è stato un significativo 'giro di vite' sul dissenso, il dibattito politico, anche sui diritti e le attività degli avvocati che tutelano i diritti delle persone che sono stati avvelenate da cibo contaminato e da medicine".
L'ambasciatore è rientrato a Washington per consultazioni alla vigilia della visita in Usa, il prossimo mese, del vice-presidente Xi Jinping, l'uomo destinato a prendere le redini del gigante asiatico all'inizio del 2013.

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