L'Iran testa missili "in grado di colpire Israele"

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Ultimo giorno di esercitazioni militari navali nel Golfo Persico. Lanciati due razzi balistici a lunga gittata. Resta alta la tensione con gli Usa, dopo la minaccia da parte di Teheran di chiudere lo Stretto di Hormuz in caso di nuove sanzioni. VIDEO

L'Iran ha rilanciato la sfida agli Usa e all'Occidente con tre test missilistici nel Golfo Persico, quattro tenendo conto di quello di Capodanno. Il lancio dei missili è coinciso con la conclusione dell'esercitazione navale Velayat 90, un'esibizione di muscoli con cui il regime degli ayatollah ha voluto rafforzare la minaccia di chiudere lo Stretto di Hormuz, da cui transita dal 20 al 40 per cento del petrolio mondiale trasportato via mare.

La Francia ha definito i nuovi test missilistici "un segnale molto negativo" e ha avvertito Teheran che il transito nello Stretto di Hormuz deve restare libero. "Ci rammarichiamo per il segnale molto negativo inviato alla comunità internazionale con gli ultimi test missilistici annunciati dall'Iran", ha affermato il portavoce del Quai d'Orsay, Bernard Valero.

Dopo il lancio di un missile terra-aria a medio raggio, gli ultimi test hanno riguardato il missile terra-mare Qader (abile) e un altro terra-terra Nour (luce). Entrambi hanno una gittata di 200 chilometri e quindi tecnicamente sono di media portata anche se il portavoce dell'esercitazione, l'ammiraglio Mahmoud Mousavi, ha definito il Qader un'arma a lungo raggio. Il terzo missile lanciato, l'anti-nave Nasr, ha invece una portata di soli 35 chilometri ed è quindi di breve gittata.

Mentre il Nasr e il Nour si basano su progetti di derivazione cinese, il Qader è stato interamente concepito e realizzato in Iran. La nuova provocazione di Teheran arriva dopo i moniti della V Flotta americana schierata nel Golfo e le nuove sanzioni Usa contro la Banca centrale iraniana. Il regime degli ayatollah sembra voler trarre il massimo vantaggio dal rovente clima politico negli Usa, dove la prima tappa delle primarie repubblicane, in programma domani nello Iowa, prelude a una delicatissima campagna per le presidenziali 2012, giocata anche sul ricorso o meno al pugno di ferro in politica estera.

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