Corea del Nord, funerali sotto la neve per Kim Jong-il

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A Pyongyang si è svolto il corteo funebre per il dittatore morto il 17 dicembre. Ai bordi delle strade una folla piangente, mentre attorno al feretro si disponeva la nuova gerarchia del potere. Il video

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In una Pyongyang dalle strade sepolte sotto la neve e il ghiaccio, e sommerse da un'autentica marea umana in lacrime, la Corea del Nord ha reso l'estremo addio a Kim Jong-Il, il 'Caro Leader' morto il 17 dicembre scorso a 69 anni di età in seguito a un infarto, e del quale si sono oggi celebrati gli a dir poco solenni funerali. Un interminabile corteo, aperto da una limousine scura a bordo della quale campeggiava un enorme ritratto sorridente del defunto, ha preso le mosse dal Palazzo 'Kumsusan', il gigantesco mausoleo in cui dal 1994 riposa la salma imbalsamata di Kim Il-Sung, il 'Grande Leader', padre e predecessore dello scomparso nonché fondatore del regime più isolazionistico del mondo.

Dietro, decine e decine di auto di grossa cilindrata e di auto-treni militari, preceduti dal carro funebre: una vettura sulla quale era stato montato il feretro, avvolto nella bandiera rossa del Partito dei Lavoratori e posto a giacere su un letto di crisantemi bianchi. Accanto, di fianco alla parte anteriore del veicolo, sulla destra, l'ultimogenito ed erede di Kim Jong-Il: Kim Jong-Un, vestito interamente di nero, a capo scoperto e le mani senza guanti malgrado il gelo penetrante, il volto coperto dalla lacrime al pari delle decine di migliaia di soldati in uniforme, attraverso le cui file la processione si è lentamente dipanata. In lacrime come le centinaia di migliaia di connazionali che, tenuti a distanza dai militari, al passaggio della bara chinavano all'unisono il capo in segno di omaggio, senza più abbandonarsi alle scene di disperazione sapientemente orchestrate dalle autorità in occasione del decesso. In realtà, nella trasmissione che l'emittente televisiva statale 'Kctv' ha cominciato a mandare in onda con un certo ritardo, preceduta comunque dalla radio ufficiale, le immagini della folla piangente e dei soldati a capo chino apparivano curiosamente fuori sincrono rispetto al sonoro, che rimandava le note altisonanti dell'inno nazionale suonato da una banda militare. Non è dunque chiaro se si trattasse di riprese in diretta, oppure di una registrazione 'aggiustata' a posteriori.

Più interessante, comunque, notare chi accompagnava Kim Jong-Sun a lato dei resti mortali del padre. C'erano suo zio Jang Song-Thaek, vera e propria eminenza grigia del regime e sottile mediatore tra le varie correnti sotterranee del potere nord-coreano. Il capo di stato maggiore, generale Ri Yong-Ho. Il ministro delle Forze Armate, Kim Yong-Chun, e il responsabile del relativo apparato amministrativo e organizzativo, Kim Jong-Gak. Più due altissimi dirigenti del partito, Kim Ki-Nam e Choe Thae-Bok.

A parte le ultime due figure, la cui presenza era da considerarsi soprattutto simbolica, a parere degli esperti la pattuglia di scorta al 'Grande Successore', un individuo enigmatico affetto da precoce pinguedine che non avrebbe più di 27 anni, nominato generale l'anno scorso ma sconosciuto ai suoi stessi concittadini, sarebbe stata una eloquente rappresentanza di quelli che saranno i pilastri del nuovo regime: Partito Comunista, Forze Armate e macchina burocratica. In sostanza, esattamente come è sempre stato finora: ma Kim Il-Sung e Kim Jong-Il avevano loro saldamente in mano il timone del comando, non si lasciavano certo 'commissariare'. L'inesperto Kim Jong-Un potrebbe invece non riuscire a sfuggire a tale ingombrante tutela.

Il corteo funebre nel frattempo proseguiva nel fendere la folla e la neve, toccando tutti i siti principali della capitale, per fare poi ritorno al mausoleo dove il 'Caro Leader' è stato messo a riposo per sempre; e dove, si dice, prima dell'avvio della parata la cupola del regime si era riunita a porte chiuse per omaggiare separatamente il 'Grande Leader', e dedicargli un minuto di silenzio. Domani, ultima giornata di lutto nazionale a nord del 38mo parallelo. E ancora neve: stando alle legende che fioccano anche in un Paese comunista, in vita Kim Jong-Il avrebbe avuto il potere, tra l'altro, di controllare il tempo e gli agenti atmosferici. Altrettanto sarebbe continuato a essere in grado di fare anche a trapasso avvenuto: pur in pieno inverno, infatti, tanta neve e tanto freddo a Pyongyang non ci sarebbero mai stati.

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