Strage di cristiani in Nigeria

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Tre bombe esplodono in altrettante chiese uccidendo quasi trenta persone. A rivendicare gli attentati il gruppo islamista Boko Haram. Il Vaticano: "Manifestazione di odio cieco e assurdo"

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E' un Natale di sangue in Nigeria. Tre attentati terroristici hanno duramente colpito la comunità cristiana del paese africano, provocando decine di vittime. E' cominciato tutto a Madalla, popoloso quartiere della capitale Abuja, dove una bomba è esplosa nella chiesa di Santa Teresa mentre stava finendo la messa di Natale. Le vittime sarebbero 35, 27 in una sola chiesa, decine i feriti. Dopo poco più di un'ora un secondo ordigno ha colpito una chiesa a Jus, città nel centro del paese. Pam Ayuuba, portavoce del governo dello stato di Plateau, di cui Jos è la capitale, ha riferito che "un poliziotto di sorveglianza è morto e tre veicoli sono stati dati alle fiamme". Il terzo attentato ha colpito invece una chiesa cristiana nella città di Gadaka, provocando numerosi feriti.

L'attentato di Madalla è stato rivendicato dal gruppo islamico Boko Haram,(che tradotto significa 'l'educazione occidentale e' peccato'), protagonista già nel corso della settimana di una serie di attacchi contro postazioni della polizia e dell'esercito nella parte settentrionale del paese che sono costati la vita ad almeno un centinaio di persone. "Siamo noi i responsabili di tutti gli attacchi dei giorni scorsi e compreso quello contro la chiesa di Madalla. Continueremo a lanciare simili attacchi nel nord del Paese nei prossimi giorni", ha detto al telefono con l'Afp un uomo affermando di parlare a nome del gruppo islamico.

Duro il commento che arriva dal Vaticano. Per il portavoce della Santa Sede padre Federico Lombardi, gli attacchi sono "purtroppo la manifestazione ancora una volta della crudeltà di un odio cieco e assurdo che non ha alcun rispetto per la vita umana e cerca di suscitare e alimentare altro odio e confusione".

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