Morte Kim Jong-il, quando la propaganda non sa rinnovarsi

Kim Jong-il in una foto insieme al figlio
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Dall'annunciatrice del telegiornale alle scene di commozione collettiva, la televisione nordcoreana racconta la morte del leader supremo esattamente come aveva fatto per quella del padre. Mentre sui siti internazionali si rincorrono le parodie. VIDEO

Le foto: 17 anni di ditattura - la reazione alla morte

I video: Corea del Nord, morto Kim Jong-il. Sale la tensione
Nel 2009 l'annuncio del cancro al pancreas


di Raffaele Mastrolonardo

Di diverso ci sono lo sfondo, il vestito e qualche ruga in più. Per il resto la commozione è la stessa e la tristezza, esagerata, appare egualmente artefatta. Nel 1994 come nel 2011, la voce che ha dato l'annuncio della morte del leader del Paese più isolato del pianeta è la stessa, così come le modalità: tono enfatico (più squillante allora, per la verità) e singhiozzi. Se c'era bisogno di una prova di quanto poco sia cambiato in Corea del Nord dal punto di vista della propaganda nei 17 anni che hanno separato la morte di Kim il Sung da quella di suo figlio Kim Jong-il, deceduto il 17 dicembre, lo ha offerto la televisione di stato locale e più precisamente Ri Chun Hui, il suo volto più conosciuto. Ieri come oggi è toccato infatti alla conduttrice più esperta raccontare ai cittadini e al mondo l'evento offrendo così, grazie all'archivio del web, la tragicomica fotografia di un regime incapace di rinnovarsi anche negli stilemi della comunicazione.

Guarda il video dell'annuncio del 2011:



Guarda il video dell'annuncio del 1994:



Ma non si tratta soltanto di Ri, 68 anni, che – come ha fatto notare il Wall Street Journal - era stata per qualche tempo misteriosamente lontana dallo schermo. E' la modalità complessiva del racconto che rivela un regime avvitato su stesso, in grado solo di replicare quanto già sperimentato in passato. Come nel caso del decesso del padre, che detenne il potere per 46 anni, anche per la morte del successore le immagini dell'emittente di stato non hanno trovato niente di meglio che soffermarsi su scene di commozione pubblica che, nella loro esagerazione, appaiono poco sincere: pianti collettivi, disperazione e promesse di fedeltà al regime.

Il video delle scene di commozione pubblica:



SATIRA INTERNAZIONALE - Immagini di questo tipo fanno risaltare ancora di più la distanza che separa la Corea del Nord da qualsiasi altro Paese al mondo (dopo tutto, se è corretto quanto riporta il Wall Street Journal, in quale altra nazione i cittadini hanno potuto ascoltare la voce del loro presidente via radio o in televisione solo in un’occasione?). Proprio questa distanza, unita alle notizie sulla tragica situazione della popolazione del Paese, hanno trasformato Kim Jong-il in uno dei bersagli preferiti della satira globale. Parodie, sberleffi e scene di film poco o nulla è stato risparmiato al “caro leader”. Arrivando persino, come nel lungometraggio animato Team America: World Police, a rappresentare il dittatore in versione crepuscolare mentre, in un raro momento di consapevolezza, si scopre troppo solo in compagnia del potere.

Guarda il video:




E così mentre la propaganda interna seguiva le strade consuete, lo sberleffo sperimentava mischiando i generi. E' il caso di un video tedesco che ha scelto uno scenario da videogame in stile “Super Mario” per raccontare gli eccessi dell'esistenza dorata del dittatore a confronto delle privazioni dei concittadini.

Guarda “Super Kim”:



In altre occasioni, poi, il leader nordcoreano è divenuto protagonista di una parodia di una popolare serie di spot pubblicitari e ha pure sfidato il campione di wrestling Huk Hogan a tempo di rap. Più volte, infine, le sue gesta sono state raccontate attraverso le ironiche animazioni della redazione taiwanese di Next Media Animation.

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