Egitto, ancora scontri. Almeno due morti

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E' sempre alta la tensione al Cairo. Preoccupazione da parte degli Stati Uniti. Intanto arrivano le prime stime sui risultati del secondo turno elettorale: il blocco islamico sarebbe al 75% dei voti

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Proseguono gli scontri a Piazza Tahrir, in Egitto, dove lunedì 19 dicembre si sarebbero verificati altri due morti che si vanno ad aggiungere alle 11 vittime del fine settimana. Gli Stati Uniti intanto si dicono preoccupati per quanto sta accadendo e invitano il governo militare a rispettare i diritti umani. Il  Il segretario di Stato Usa Hillary Clinton ha detto di essere "fortemente preoccupata" per le violenze e ha lanciato un appello alle forze di sicurezza "a rispettare e proteggere i diritti universali di tutti gli egiziani". In una dichiarazione, Clinton ha anche invitato i contestatori ad "astenersi da atti di violenza". Anche il segretario generale dell'Onu Ban Ki-moon ha condannato l'uso eccessivo della forza da parte delle forze di sicurezza contro i manifestanti al Cairo, che ha ampliato la divisione tra gli egiziani sul ruolo dell'esercito e ha gettato un'ombra sulle prime elezioni libere che si tengono nel paese nordafricano da decenni.

Intanto gli islamisti incassano una nuova vittoria nel secondo turno del voto parlamentare, dove - secondo le prime stime del comitato elettorale - vi è  stata un'affluenza  di circa il 68,5 per cento. I Fratelli Musulmani ritengono di aver ottenuto, con il loro partito "Liberta' e Giustizia",  circa il 40% dei consensi, seguiti a ruota dai salafiti di Al Nour con un 35% dei voti. Se i dati del voto del 15-16 dicembre nel secondo gruppo di governatorati venissero confermati, il blocco islamico sarebbe al 75% circa.  Il terzo e ultimo turno per eleggere la camera bassa del parlamento (Assemblea del Popolo) si terrà il 3 e 4 gennaio.

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