Fukushima, la centrale è stata messa in sicurezza

1' di lettura

Nove mesi dopo il terremoto e lo tsunami, il governo giapponese ha annunciato l'arresto a freddo dei reattori dell'impianto."Bisogna andare avanti e accelerare con il suo smantellamento" ha dichiarato il premier nipponico

Guarda anche:
Le immagini su Google Street View prima e dopo il disastro
Tsunami Giappone: lo speciale
Il video dell'onda anomala

Oltre nove mesi dopo esser stati danneggiati nel terremoto dell'11 marzo e nel successivo tsunami (LO SPECIALE), i tre reattori attivi della centrale atomica di Fukushima hanno "raggiunto lo stato di blocco a freddo". Venerdì 16 dicembre, il primo ministro giapponese Yoshihiko Noda ha spiegato che è stata finalmente "conseguita una situazione di stabilità" nell'impianto.
"E' stato valutato che l'incidente nell'impianto si è concluso", ha aggiunto il premier, sottolineando che ormai la radioattività nel circondario della centrale, situata 250 chilometri a nord-est di Tokyo, potrà essere mantenuta a bassi livelli, persino
nell'eventualità di "incidenti imprevedibili".

40 anni per tornare alla normalità -
L'attestazione del 'blocco a freddo' è foriera di conseguenze che vanno ben al di là del complesso in se stesso: si tratta infatti della principale condizione preliminare stabilita dalle autorità competenti per autorizzare il rientro alle proprie case degli ottantamila cittadini residenti in un'area di 20 chilometri di raggio da Fukushima Daiichi 1, fatti evacuare immediatamente dopo il disastro.
E' insomma un passaggio decisivo verso il ritorno alla normalità, che tuttavia secondo molti esperti richiederà fino a una quarantina d'anni per essere completamente ripristinata nella zona colpita dalla fuoriuscita di radiazioni.

Il blocco a freddo - Il 'blocco a freddo' si verifica quando la temperatura dell'acqua utilizzata per raffreddare le barre di combustibile nucleare si mantiene al di sotto dei 100 gradi centigradi, vale a dire inferiore al punto di ebollizione, impedendo così che le barre medesime si surriscaldino. In realtà i tecnici della Tepco, la compagnia che gestisce la centrale, avevano constatato un calo della temperatura al di sotto del punto di ebollizione in tutti i tre reattori già lo scorso settembre, ma avevano evitato di ufficializzare un effettivo blocco per poter prima verificare se e quanto a lungo sarebbero rimasti stabili temperatura e livello di radioattività. Ora comunque occorrerà ancora accertare lo stato attuale del combustibile nucleare fusosi anteriormente.
Si stima che potrà iniziare l'anno prossimo la rimozione delle barre rimaste intatte, mentre per il totale recupero di quelle fuse potrebbe essere necessario un decennio.

Leggi tutto
Prossimo articolo