Russia, la "rivoluzione bianca" passa anche dal web

Nella foto un momento della manifestazione a Mosca del 10 dicembre. "Putin se ne deve andare" recita lo striscione
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Non si ferma la protesta dei dissidenti contro Putin. E in rete una mappa interattiva raccoglie decine di denunce di presunti brogli elettorali, mentre gruppi su Facebook e singoli su Twitter rilanciano i temi della mobilitazione

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di Pamela Foti

"Ciao! Vorrei fare i miei migliori auguri al popolo russo che manifesta in difesa dei propri diritti. Vorrei essere con voi". Scriveva così su Twitter, il 10 dicembre, la modella e attrice di origine ucraina Milla Yovovich. Un messaggio che ha colpito anche Denis Bilunov, uno dei simboli dell'opposizione russa e membro del Comitato Esecutivo del Movimento Solidarnost', che le ha risposto qualche giorno fa: "I sogni possono diventare realtà. Raggiungici. Ti aspettano in 100mila". Il riferimento è al prossimo appuntamento, il 24 dicembre a Mosca, sulla Prospettiva Sakharov.
Dopo il successo dei cortei delle scorse settimane, organizzati per denunciare i presunti brogli nelle consultazioni parlamentari del 4 dicembre, la protesta in Russia non si ferma. E conquista nuove piazze. Anche sul web.

La protesta su Facebook e Twitter - Da Twitter a Facebook, passando per le piattaforme LiveJournal e VKontakte, i dissidenti russi informano sulle prossime iniziative, aggiornano in tempo reale, postano foto e video e con orgoglio affermano: “Noi c’eravamo. Il 10 dicembre eravamo in piazza Bolotnaja”. E c'è chi, sull'onda dell'entusiasmo, invita amici e compagni a cercarsi e taggarsi in una foto che riprende la piazza delle proteste a 360 gradi. La nuova generazione "della rivoluzione bianca", così chiamata per via del colore ufficiale scelto per le manifestazioni, utilizza compatta la rete (anche se deve lottare contro diversi tentativi di "sabotaggio", come l'improvvisa e massiccia comparsa su Twitter di post pro Putin provenienti da account sospetti) e ha conquistato la solidarietà di tanti. Persino tra le forze dell'esercito.
All'uscita dalla metropolitana i poliziotti hanno visto il mio nastro bianco e mi hanno applaudito” scriveva per esempio il 10 dicembre una ragazza su Twitter mentre raggiungeva la folla.

Una mappa interattiva dei brogli - L'ondata di indignazione generata dai risultati elettorali non accenna a fermarsi. Anzi, a due settimane dalle elezioni della Duma crescono le denunce di presunti brogli. Circa 700 segnalazioni a Mosca, oltre 900 a San Pietroburgo. E ancora: 170 a Kirov, 150 ad Ekaterinburg, 116 a Perm. Ad oggi, sarebbero in tutto circa 8mila le irregolarità commesse durante le elezioni della Duma a favore di Russia Unita, il partito del premier Putin. “La carta delle violazioni nelle elezioni del 2011” è  un sito che riceve decine di comunicazioni da parte di semplici cittadini che denunciano presunte anomalie e violazioni fuori e dentro le cabine elettorali. Il risultato del progetto, creato dal quotidiano on line Gazeta.ru e dalla ong Golos (voce, ma anche voto), è una mappa interattiva che restituisce anche visivamente la portata delle contestazioni degli elettori russi. “I moderatori – avvertono però i gestori del sito - non sono in grado di certificare l'esattezza di tutte le informazioni. Ci appelliamo alle commissioni elettorali, alle forze dell'ordine, ai media, ai partiti politici per chiedere di verificare le eventuali violazioni della legge e valutare opportuni provvedimenti”.
Numeri da prendere con le pinze, dunque. Ma che restituiscono la portata della ritrovata partecipazione dei cittadini russi che al grido di “Uno per tutti, tutti per uno”, slogan coniato da Alexei Navalny, il famoso blogger russo (classe 1976) in carcere dal 5 dicembre, stanno affollando le strade e le piazze del Paese per chiedere “elezioni libere”. (LE FOTO).
Intanto, il 14 dicembre, dal Parlamento europeo riunito in plenaria a Strasburgo arriva la richiesta, con votazione approvata a larga maggioranza, di effettuare nuove consultazioni.

Primavera russa - La chiamano già la “primavera russa”. Vero o falso che sia, un fatto è certo: le proteste, che dal paesino più sperduto degli Urali a Mosca hanno portato in piazza centinaia di migliaia di manifestanti russi, rappresentano un nuovo inizio per la popolazione. Un risveglio dal torpore e dall’apatia che per anni ha tenuto lontani i giovani dalla politica. Nella sola giornata di domenica 10 dicembre, 50 mila persone, 100mila secondo gli organizzatori, sono scese per le strade della capitale per contestare i risultati delle elezioni. Non si vedeva così tanta gente dagli Anni Novanta. Forse proprio da quell'agosto del 1991 diventato famoso per il tentativo di colpo di stato organizzato dai comunisti conservatori per deporre Mikhail Gorbacev, e fallito grazie alla resistenza guidata da Boris Eltsin entrato in città su un carro armato per arringare il popolo (IL VIDEO). Salvo poi puntare il dito il giorno dopo contro lo stesso presidente dell'Urss. Questa volta nessun cingolato ha solcato piazza Rossa. Ma a guidare l'opposizione russa, tra gli altri, c'è Boris Nemtsov, delfino del "Corvo bianco", come era soprannominato Eltsin.

Boris Nemtsov - "Il 17, 18 e 24 dicembre, saremo un milione. Putin non ha altra scelta. A marzo, tutti potranno vedere che il re era nudo". A scriverlo su Twitter è Boris Nemtsov, 51 anni, tra i fondatori del Movimento Solidarnost' e ora leader di Parnas, il partito liberale di opposizione escluso dalle elezioni parlamentari con il pretesto di irregolarità. Nemtsov è il nemico giurato di Putin. Ogni 31 del mese partecipa alla manifestazione del movimento Strategia 31, che si riunisce in piazza Triumfalnaja a Mosca per chiedere il rispetto dell'articolo 31 della Costituzione federale, che garantisce la libertà di assemblea a tutti i cittadini. Era in piazza anche il 5 dicembre, giorno dopo le elezioni. Ed è stato arrestato.  "Ho passato 3 ore alla centrale di polizia – raccontava su Twitter il 6 dicembre - Ho chiesto perché sono stato fermato e poi rilasciato. Abbiamo ricevuto l'ordine, è stata la risposta. Non si imbarazzano ad ammettere di essere dei robot. Non c'è nessuna legge".
Oggi, c'è chi si dice sicuro che alla prossima manifestazione di piazza i partecipanti raggiungeranno quota un milione. "Ma per sostenere quale presidente? - si chiede un utente su Twittter - Non vedo nessun candidato degno".
Domanda, questa, che resta senza risposta. Per il momento.

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