Aung San Suu Kyi: "La repressione in Birmania continua"

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Il premio Nobel per la pace ai microfoni di SkyTG24: "I detenuti politici ci sono ancora, le violenze contro le minoranze etniche continuano". E sul futuro del Paese: "Dobbiamo rimuove i sintomi della dittatura, accelerare il processo di riforme". VIDEO

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"I detenuti politici ci sono ancora, le repressioni nei confronti delle minoranze etniche continuano". Così il premio Nobel per la Pace Aung San Suu Kyi (liberata un anno fa, dopo una lunga detenzione) parla del suo Paese, il Myanmar, ai microfoni di SkyTG24. E sulle sanzioni nei confronti della giunta militare al potere da parte degli altri Paesi: "i Paesi che le applicano sono stati chiari, le sanzioni - dice - dovranno essere rimosse solo quando vi sarà la liberazione di tutti i detenuti politici e la fine della repressione".

A proposito poi della trattativa con la giunta militare per il suo ritorno alla vita politica: "Più che fidarci dei militari - confessa - dobbiamo approfittare di questo momento, per accelerare il processo di riforme così da renderlo irreversibile". "Dobbiamo rimuovere i sintomi della dittatura, fare in modo che la cura funzioni" ha detto ancora.
Da Aung San Suu Ky anche un saluto ai suoi sostenitori in Italia e tra gli altri al calciatore Roberto Baggio, che anni fa ritirò un premio del Comune di Roma al suo posto.

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