Libia, due pescherecci italiani sequestrati dalle autorità

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I natanti sono stati fermati mentre stavano pescando. Per la Capitaneria gli equipaggi non avrebbero opposto resistenza. Lo scorso 16 novembre un'altra imbarcazione era stata bloccata e dirottata nel porto di Tripoli prima di essere rilasciata

E' durata meno di una settimana la "tregua" in quella che ormai è stata soprannominata la "guerra del pesce" tra la Libia e l'Italia. Le autorità di Tripoli hanno infatti sequestrato nel pomeriggio altri due motopesca che erano impegnati in battute nel Golfo della Sirte. Si tratta dell' "Astra", della flotta di Siracusa, con sette uomini d'equipaggio, e dell'"Asia", iscritto al compartimento marittimo di Mazara del Vallo ma di proprietà di un armatore catanese, con cinque marittimi a bordo.

Le due imbarcazioni sono state intercettate a circa 40 miglia da Misurata e costrette a seguire le unità militari nel porto della cittadina libica dove, fino a qualche mese fa, divampava ancora la guerra tra le truppe 'lealiste' e i ribelli.

Secondo il comando generale delle Capitanerie di Porto, che ha seguito via radio le fasi dell'abbordaggio, tutto si sarebbe svolto senza incidenti, anche perché gli equipaggi non avrebbero opposto resistenza. L'ultimo sequestro di un motopesca italiano da parte delle autorità libiche - il primo dopo la caduta del regime di Gheddafi - risale ad appena dieci giorni fa. Una motovedetta aveva fermato a 35 miglia dalle coste nordafricane il "Twenty Two" della flotta di Mazara del Vallo, con dieci uomini di equipaggio.

L'imbarcazione era stata successivamente dirottata nel porto di Tripoli. La vicenda si era conclusa positivamente domenica scorsa, grazie anche all'opera di mediazione svolta dalla Farnesina e dall'ambasciata italiana a Tripoli, con il rilascio del peschereccio.

"Siamo stati trattati bene, come in un Paese civile e democratico", aveva commentato il comandante del motopesca, Salvatore Cancemi. Il capitano aveva sottolineato di essere stato fermato in acque internazionali. "Ho detto ai militari libici che eravamo a 35 miglia dalla costa, ma loro hanno ribattuto che il governo transitorio continua ad applicare le vecchie leggi emanate da Gheddafi che ha esteso unilateralmente il limite delle acque territoriali fino a 72 miglia".

L'armatore del "Twenty Two" non aveva dovuto pagare alcune ammenda per il rilascio, ma il comandante Cancemi era stato costretto a firmare un documento con il quale si impegnava a non effettuare più battute di pesca nella zona che le autorità libiche continuano a ritenere di propria esclusiva pertinenza. Anche questa seconda operazione di sequestro, nel giro di pochi giorni, viene letta come un monito a non violare i "confini" delle proprie acque territoriali lanciato dal nuovo governo di Tripoli ai pescatori siciliani. Una questione che potrà essere risolta solo a livello diplomatico, promuovendo nuove forme di cooperazione che già sono state discusse alcuni giorni fa in occasione della visita di una delegazione libica al distretto produttivo della pesca di Mazara del Vallo.

La Farnesina ha confermato in serata che "un motopeschereccio di Siracusa è stato preso in consegna dalle Autorità libiche", e che, attraverso l'Ambasciata in Libia, "sta seguendo con la massima attenzione anche il caso di un ulteriore motopesca italiano". Inoltre, ha fatto sapere di avere "immediatamente preso contatto ad adeguato livello con i competenti interlocutori libici al fine di promuovere la positiva soluzione della vicenda". "L'Ambasciata - scrive in una nota la Fernesina - sta altresì prestando la necessaria assistenza all'equipaggio del peschereccio, con il quale si mantiene in costante contatto".

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