Unioni gay, aborto, divorzio: quale Spagna dopo Zapatero?

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La sfida elettorale che ha visto trionfare il Partito popolare si è giocata tutta sui temi economici. Ma sono in molti a chiedersi cosa sarà delle riforme sulle questioni etiche che hanno segnato il Paese nell'era socialista

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Matrimoni gay, depenalizzazione dell’aborto, divorzio veloce. Sono alcune delle riforme che più hanno segnato, davanti agli occhi del mondo, l’immagine della Spagna nei 7 anni in cui è stata guidata dai socialisti di Zapatero.
Il trionfo storico dei popolari segna ora un cambio di pagina epocale e, se anche la campagna elettorale si è giocata tutta sul piano economico, sono in molti a chiedersi che ne sarà di quelle leggi invise a gran parte dell’elettorato cattolico del Partido popolar.

Matrimoni gay – Con una legge del 2005, la Spagna ha riconosciuto i matrimoni gay, compresa la possibilità di adozione per le coppie omosessuali. Il partito di Rajoy ha presentato allora un ricorso di incostituzionalità, sul quale la Corte costituzionale ancora non si è pronunciata. Un anno fa Rajoy ha avvertito che, in caso di vittoria, "non si impegna a mantenere" la legge e da allora ha evitato di precisare che cosa farà, visto anche che secondo i sondaggi il 70% degli spagnoli è favorevole ai matrimoni gay.

Nel faccia a faccia in tv con il socialista Alfredo Rubalcaba, Rajoy ha solo detto di essere favorevole piuttosto alle "unioni civili". Non è escluso quindi che il Pp possa modificare la legge in questo senso e rimettere in discussione anche le adozioni gay.  In Spagna le leggi non possano essere retroattive: i 20mila omosessuali già sposati lo rimarranno, stessa cosa per le adozioni. In  caso di riforma, verrebbe così a crearsi un pasticcio giuridico, fra chi sarebbe 'sposato' e chi potrebbe solo aspirare a una 'unione civile'. E la questione dei bimbi già adottati sarebbe più complicata ancora. Nel paese si è creata perciò prima delle elezioni una rete per aiutare quanti volessero sposarsi subito e le richieste di informazioni alla Federazione delle Associazioni Gay-Lesbiche (Felgtb) sono aumentate, nel periodo pre elettorale, del 40%.

L’aborto - Pure sulla depenalizzazione dell'aborto le cose potrebbe cambiare. Anche su questa legge del 2010 che consente a ogni donna, dai 16 anni in su di scegliere liberamente se abortire o meno fino alla 14esima settimana il Pp ha presentato un ricorso alla Corte costituzionale, che non si è ancora espressa. Rajoy ha chiarito di essere contrario all'aborto 'libero', senza autorizzazione dei genitori, per le minori dai 16 ai 18 anni. Ma su questo tema, come sulle unioni gay, il Pp è diviso. L'ala liberal guidata dal sindaco di Madrid Alberto Gallardon, non vorrebbe cambiare le leggi in vigore, la destra è invece per l'abrogazione. Rajoy dovrà mediare. Ma prima dovrà occuparsi di cose molto più urgenti, come salvare la Spagna dal rischio di un tracollo economico e finanziario e di un contagio delle crisi greca.

Divorzio veloce
– Tra le riforme dell’esecutivo socialista, il divorzio veloce sembra quella che meno rischia stravolgimenti col cambio della guarda al governo. "Non ritengo di modificare in modo rilevante la legge sul divorzio", ha detto Rajoy già nel corso della campagna elettorale del 2008.

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