Elezioni in Spagna, mobilitazioni per un voto “indignato”

1' di lettura

I giovani che hanno occupato Madrid in primavera sono più che mai attivi in piazza e in rete. Il 20 novembre gli indignados invitano a non votare i principali partiti. Ecco le iniziative online, tra operazioni di politics-busting e la minaccia Anonymous

Guarda anche:
Faccia a faccia spagnolo: vittoria ai punti per Rajoy
Elezioni in Spagna, il duello Rubalcaba-Rajoy su SkyTG24
Album: Indignados, dalla Spagna agli Usa la voce della protesta

di Nicola Bruno

“Non ci rappresentate”. Con questo slogan lo scorso 15 Maggio migliaia di giovani spagnoli sono scesi in piazza per protestare contro una disoccupazione galoppante e un sistema politico ritenuto incapace di gestire la crisi. La manifestazione si è trasformata in un’occupazione permanente a Madrid e in altre città spagnole, contribuendo prima ad un crollo dei socialisti alle elezioni regionali e poi alle dimissioni del premier Zapatero che ha convocato nuove elezioni legislative per il 20 Novembre.
Tra indignazione e disillusione, i giovani spagnoli hanno sempre saputo coniugare bene attivismo nelle strade e in rete per far passare il messaggio alla base della loro protesta: destra e sinistra si equivalgono e fanno solo gli interessi dei poteri forti (banche, in primis); serve un cambiamento radicale, a partire da una riforma del sistema elettorale (che al momento non permette all’alternativa politica di emergere) e dalla costruzione di una democrazia diretta.

Il manifesto politico degli indignati spagnoli



VOTO INDIGNATO - Con questi presupposti, era prevedibile che i movimenti che stanno dietro agli indignati decidessero di non dare il loro appoggio a nessuno dei candidati in corsa: sia il favorito Mariano Rajoy del Partito Popolare (PP) che il principale avversario del Partito Socialista (PSOE) Alfredo Rubalcaba sono visti come espressione di un blocco politico incapace di cambiare il paese. Tanto che i giovani spagnoli hanno coniato l’espressione PPSOE (unione di PP e PSOE) per indicare le forti analogie tra i due partiti che da trenta anni si alternano alla guida del paese.
E’ per questo che le indicazioni di voto di Movimiento 15-M e Democracia Real Ya, i due movimenti che stanno animando la protesta dallo scorso Maggio, sono abbastanza chiare: dare la preferenza solo ai partiti poco rappresentati oppure votare nullo.

TRA PIAZZA E RETE
- Accanto alle dimostrazioni di piazza (una delle quali è stata provocatoriamente organizzata a Madrid per Sabato 19 Novembre, giorno di silenzio elettorale), sono molte le iniziative lanciate in rete per convincere gli elettori a non votare per i due principali partiti. Ancora una volta, è il gruppo di Democracia Real Ya a gestire meglio la comunicazione online. A partire dall’aggiornatissimo profilo Facebook con più di 400.000 iscritti, la parola d’ordine (declinata anche in un popolare hashtag Twitter) è “No Les Votes”, “Non li Votiamo”. Oltre ai video virali per YouTube e uno spazio wiki, il movimento ha messo a punto operazioni di politcs-bustings come “Ora sappiamo chi votare” che mostra le immagini dei principali banchieri del paese con i guadagni da capogiro fatti nel pieno della crisi. Ammicca invece alla contro-informazione il progetto Politic Corrupt Code, che prevede di mettere dei QR code sui manifesti dei principali partiti: puntando il cellulare contro il codice si può poi accedere online a risorse che dicono la “verità” sul loro conto. “Pais Corrupto” è poi il nome di una mappa che raccoglie tutti i casi di corruzione nel paese, categorizzati a seconda del partito di appartenenza.

VOTO INTELLIGENTE -  In tutto ciò sono in tanti a promuovere il “voto nullo utile”: l’idea è che votando scheda nulla si possa quantificare il peso degli indignati e così ottenere maggiore riconoscimento politico.
E’ invece all’insegna del voto “intelligente” l’iniziativa Aritmetica 20n: per ogni distretto è stato calcolato quale candidato dei partiti minori ha le maggiori possibilità di strappare un seggio ai principali partiti.
Secondo alcuni analisti, questi sforzi non sono del tutto inutili: tra astensionismo e voto responsabile, i due principali partiti rischierebbero di perdere tra il 5 e l’8% dei consensi.

LA MINACCIA ANONYMOUS - In tutto questo attivismo digitale non poteva mancare lo zampino degli Anonymous che hanno annunciato una delle loro “operazioni” (#Op20N) proprio per giorno delle elezioni. Nel video diffuso su YouTube viene spiegato perché votare bianco o astenersi voglia dire aiutare i principali partiti, mentre l’unico voto utile sia quello per i piccoli partiti o quello nullo.

Leggi tutto