Iran a un passo dall’atomica? Usa e Israele pronti al peggio

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Dalle indiscrezioni sul rapporto dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica, che sarà reso pubblico nei prossimi giorni, emerge che Teheran sarebbe ormai pronta per i test. Ahmadinejad nega, ma l’ipotesi di un attacco israeliano si fa più concreta

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L'Iran sarebbe ormai a un passo dall'atomica. Dalle indiscrezioni sul rapporto che l'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea) dovrebbe divulgare nel giro di qualche giorno, Teheran sarebbe riuscita a superare tutti i maggiori problemi tecnici che la separavano dallo sviluppo di armi nucleari. A scriverlo è il Washington Post e la notizia rilancia con forza l'ipotesi di un attacco israeliano contro le installazioni nucleari iraniane, alimentata nei giorni scorsi dalle indiscrezioni sul dibattito in seno al governo Netanyahu.

La smentita dell’Iran - Da Teheran, la leadership iraniana ha negato con forza di lavorare all'atomica. L'ayatollah Ahmad Khatami ha avvertito l'Aiea della gravità di pubblicare "documenti falsi" e ha esortato l'agenzia a non farsi strumento degli Usa (nei giorni scorsi si sono rincorse le voci di un possibile attacco sotto la regia di Stati Uniti e Israele, ndr). La Russia con il ministro degli Esteri, Serghei Lavrov, ha avvertito che un attacco sarebbe "un errore molto grave" e dalle "conseguenze imprevedibili".

Cina e Russia contrarie a nuove sanzioni - Dal rapporto sul programma nucleare iraniano potrebbe venire una spinta all'approvazione di nuove sanzioni, chieste a gran voce da Usa e Ue; ma l'adozione all'Onu di una quinta tornata di misure dirette contro il regime degli ayatollah appare in salita, a causa dell'opposizione di Pechino e Mosca. L'Aiea dovrebbe certificare che l'Iran dispone adesso delle conoscenze necessarie per costruire armi nucleari: l'obiettivo è stato raggiunto grazie all'assistenza ricevuta da scienziati stranieri, che gli hanno fornito la tecnologia e il know-how necessari. Sul rapporto trimestrale sul processo di arricchimento dell'uranio da parte iraniana sono uscite diverse indiscrezioni: sabato era trapelato che gli ispettori dell'agenzia Onu avrebbero fornito le prove dell'esistenza a Parchin, una trentina di chilometri a sud-est di Teheran, di un impianto utilizzato per la sperimentazione di esplosivi ad alto potenziale, utilizzati quale innesco per testate atomiche.

Un esperto russo avrebbe aiutato Teheran - Adesso - rivela il Washington Post - emerge che un non meglio identificato esperto in armamenti dell'ex Unione Sovietica, avrebbe istruito i colleghi iraniani sul confezionamento di detonatori a elevata precisione. Il regime degli ayatollah si sarebbe avvalso anche della collaborazione di ricercatori pakistani e nord-coreani, riuscendo a raggiungere la soglia della vera e propria capacità nucleare. Una circostanza confermata dallo stesso presidente israeliano, Shimon Peres, quando ha affermato che Teheran potrebbe arrivare all'atomica
entro sei mesi.

In attesa dell'ufficializzazione del rapporto, l'Iran continua a negare. Il presidente Mahmoud Ahmadinejad ha affermato che Israele e Usa "temono il ruolo e le capacità crescenti dell'Iran" e perciò "stanno cercando di ottenere il sostegno internazionale per un'operazione militare" contro Teheran.

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