WikiLeaks, Londra: sì all’estradizione di Assange in Svezia

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Respinto l’appello presentato dal 40enne australiano accusato di stupro. Ora, il fondatore del sito web che ha pubblicato documenti segreti, ha due settimane di tempo per il ricorso al più alto organo della giustizia britannica

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Il fondatore di WikiLeaks Julian Assange dovrebbe essere estradato dalla Gran Bretagna alla Svezia per essere interrogato su presunti reati sessuali. Lo ha stabilito l'Alta Corte di Londra, dopo avere respinto un ricorso presentato dal 40enne australiano. Assange ha già reso noto che farà "certamente" appello alla Corte Suprema, secondo quanto riportato dall'Ansa. Assange ha due settimane di tempo per fare ricorso. Una volta presentato l'appello, i giudici della Royal Court of Justice avranno tre settimane di tempo per valutare se trasmettere il caso alla Corte Suprema.
Se i giudici respingeranno le argomentazioni del capo di Wikileaks secondo cui il suo caso solleva tematiche di generale interesse del pubblico, per Assange la partita sarà finita: dovrà volare in Svezia.

Le autorità svedesi vogliono sentire Assange in merito alle accuse di stupro e aggressione sessuale presentate da due ex volontarie di WikiLeaks. La vicenda ha gettato un'ombra su Assange e sul suo sito Web, che nel 2010 ha pubblicato oltre 250mila cablogrammi diplomatici statunitensi secretati, provocando un certo effetto sui media. A febbraio un giudice britannico aveva già dato parere favorevole all'estradizione in Svezia, ma Assange aveva presentato appello. I suoi avvocati sostengono che la richiesta svedese non sia valida e che i rapporti sessuali furono consensuali. Assange, libero su cauzione, ha anche accusato gli Stati Uniti di fare pressione sulla Gran Bretagna, sulla Svezia e sui media.

A ottobre Assange ha annunciato che WikiLeaks avrebbe smesso di pubblicare cablogrammi segreti e si sarebbe invece occupato della raccolta di fondi, dopo il blocco finanziario dei pagamenti al sito attuato da aziende Usa come Visa e MasterCard. Secondo Assange, se il blocco non venisse sospeso a fine anno, WikiLeaks dovrebbe chiudere i battenti.

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