Tunisia, il leader di Ennahdha: io il candidato premier

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Il segretario del partito islamico moderato che ha vinto le elezioni, Djebali, annuncia: "Pronto a guidare il futuro governo". Mentre si attendono i risultati definitivi, Petition Populaire rischia di essere cancellato per violazioni del codice elettorale

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"Sono io il candidato di Ennahdha per la guida del futuro governo tunisino". Con queste  parole, il segretario del partito islamico uscito vincitore dalle elezioni di domenica in Tunisia , Hammadi Djebali, ha annunciato alla tv satellitare 'al-Arabiya' di essere il candidato premier per il futuro governo di Tunisi. "E' assolutamente normale - ha sottolineato Djebali - dal momento che, in tutte le democrazie, questo incarico spetta al segretario generale del partito vincitore".
Il politico non ha escluso però che "Ennahdha possa offrire all'attuale premier, Beji Caid Sebsi, la carica di presidente". Beji Caid Sebsi, un indipendente in carica dal 27 febbraio, in passato collaborò con l'allora capo del governo Habib Bourguiba, poi primo presidente della Repubblica dopo l'indipendenza, ed è considerato un autentico modernizzatore del Paese.

Lo spoglio delle schede non è ancora terminato dal momento che mancano risultati anche solo parziali relativi all'area metropolitana di Tunisi, in cui si concentrano ben cinque circoscrizioni su un totale di 27 a livello nazionale. I dati finora ufficializzati assegnano comunque agli islamici moderati 53 dei 217 seggi dell'Assemblea: si tratta dei 44 su 111 in palio nelle quindici circoscrizioni dove lo scrutinio è stato completato e della metà dei 18 riservati ai rappresentanti dei cittadini tunisini residenti all'estero.

Intanto rischia di diventare un caso la vicenda di Petition Polulaire (el Arhida), il partito che ha guadagnato, al momento, a scrutinio non ancora ultimato, già 18 seggi e che è a rischio cancellazione. Il partito è, infatti, oggetto di una istruttoria da parte dell'Alta istanza per le elezioni per ripetute violazioni del codice elettorale, nonostanti i molti ammonimenti.
Petition Polulaire è stato fondato da Hachmi El Hamdi, che ha condotto la sua campagna attraverso un canale satellitare che trasmette da Londra. I suoi avversari politici gli muovono l'accusa - da lui sempre respinta - di essere espressione dell'Rcd, il partito che fu di Ben Ali e che è stato sciolto con sentenza della magistratura tunisina.

Se l'istruttoria dovesse, come tutto lascia pensare, concludersi con la bocciatura di Petition Polulaire, i suoi seggi dovrebbero essere ridistribuiti tra i partiti delle circoscrizioni dove essi sono stati conquistati e, per il gioco delle percentuali, a beneficiarne sarebbe essenzialmente al-Nahda che vedrebbe aumentare, in modo consistente, il peso nell'Assemblea.

Chi è il partito di Ennahdha: il servizio di SkyTG24

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