Terremoto in Turchia, salvata una neonata

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A oltre 46 ore dal sisma sono stati estratti ancora vivi una bimba di 15 giorni e la madre. Intanto, le vittime salgono a 432. E per dare ospitalità ai sopravvissuti si attivano gli utenti di Twitter. VIDEO

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LE FOTO DEL SISMA

(in fondo all'articolo tutti i video sul sisma in Turchia)

Quindici giorni di vita, due dei quali passati sotto le macerie. Il terribile terremoto che ha colpito la provincia di Van ha risparmiato la piccola Azra, finita in una sorta di intercapedine tra le macerie e uscita miracolosamente senza un graffio dal crollo della sua casa ad Ercis, la città più colpita dal sisma insieme con Van.
Le foto della minuscola creatura, subito avvolta in una coperta dalla quale spunta una gambetta magrissima, e poi trasportata in ospedale tra gli applausi e le urla commosse della gente, hanno già fatto il giro del mondo. E' stata lei a salvarsi il 25 ottobre - e non un ragazzino di 14 anni, come appreso in precedenza - e ce l'ha fatta anche la mamma: estratta viva da sotto le macerie.

Centinaia le vittime - Non ce l'ha fatta, purtroppo, il ragazzo il cui primo piano ha fatto il giro del mondo perché al momento di essere estratto vivo dalle macerie aveva la mano di un morto aggrappata ad una spalla. E' morto 24 ore dopo a causa delle ferite riportate.
Si aggrava, infatti, il bilancio delle vittime, salite a 432, mentre i feriti sono al momento 1.301.
Secondo i dati dell'Amministrazione per i disastri e l'emergenza il sisma, di magnitudo 7.2, ha provocato il crollo di 2.262 edifici. E sono migliaia gli sfollati che la scorsa notte hanno dormito all'addiaccio a Van. Continua senza sosta il lavoro di centinaia di soccorritori che lavorano senza sosta giorno e notte, nonostante il clima molto rigido. Ripagati dal salvataggio di Azra.

Soccorsi per gli sfollati -
I soccorsi si concentrano ora verso gli sfollati.
E in questa direzione si è attivato il giornalista turco Erhan Çelik, corrispondente della televisione Kanal 7. Come riportato da The Guardian, poche ore dopo la prima scossa, il giornalista turco ha scritto ai suoi 22mila followers su Twitter, chiedendo di segnalare via mail o usando l'hashtag #ÊvimEvindirVan, chi aveva la possibilità di ospitare a casa propria uno degli sfollati. In sette ore ha ricevuto oltre 17mila mail, che ha prontamente girato al governo di Ankara. Le autorità turche hanno subito preso in carico la proposta, monitorando i messaggi su Twitter e attivando una linea telefonica 24 ore su 24.

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