Gheddafi, la fine di un raìs

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Il racconto per immagini della morte del Colonnello e dei 247 giorni della rivoluzione libica. Lo speciale di Jet Leg

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(in fondo all'articolo tutti i video sulla morte di Muammar Gheddafi)

Quali saranno i leader della nuova Libia, quella del post-Gheddafi? (GUARDA LE FOTO). Morto il rais, questa è la domanda che si fanno le cancelliere arabe ed occidentali. La Libia non ha nessuna tradizione democratica e neppure una forte identità nazionale. E' stata colonia turca e italiana, fragile monarchia filo-occidentale con re Idris, dittatura nazionalista con Muammar Gheddafi. Ma soprattutto, è stata sempre un insieme di tribù, alleate o in lotta fra loro, con i cittadini che si sentivano più appartenenti al loro clan che libici.
Il raìs ha provato a costruire uno stato unitario, ma alla fine ha dovuto appoggiarsi e mediare fra le tribù, in genere favorendo quelle della Tripolitania ai danni di quelle della Cirenaica. Tanto è vero che la rivolta che lo ha abbattuto è partita proprio da lì, da Bengasi.
Ecco le date-chiavi dopo lo scoppio della rivoluzione, il 15 febbraio scorso, in Libia:

FEBBRAIO 2011
-15-19: manifestazione contro il regime, violente repressioni a Bengasi e Al Baida (est). La rivolta si estende.
- 21-22: i ministri della Giustizia, Mustapha Abdel Jalil, e dell'Interno, Abdel Fatah Younes, si uniscono alla rivolta. Decine di rappresentanti politici e militari faranno lo stesso.
- 23-25: la zona dalla frontiera egiziana fino a Ajdabiya, che include Tobruk e Bengasi, passa nelle mani degli insorti. Gheddafi: "Morirò da martire come i miei nonni, non lascerò il territorio libico".

MARZO 2011
- 10: la Francia è il primo Paese a riconoscere il Consiglio nazionale di transizione (CNT), creato a fine febbraio dall'opposizione a Bengasi.
- 17: l'Onu autorizza un ricorso alla forza contro le forze fedeli al colonnello per proteggere i civili.
- 18-19: i pro-Gheddafi attaccano Bengasi, capitale dei ribelli. La coalizione passa all'offensiva e bombarda i lealisti che si ritirano a ovest.
- 31: la Nato prende il comando delle operazioni.

APRILE 2011
- 20: dopo Londra, Parigi e Roma inviano consiglieri militari presso il CNT seguiti da Egitto e Stati Uniti.

MAGGIO 2011
- 11: dopo due mesi di assedio e di combattimenti, i ribelli prendono l'aeroporto di Misurata (a est di Tripoli).

GIUGNO 2011
- 29: la Francia riconosce di aver paracadutato armi da fuoco ai ribelli nelle montagne di Nefoussa (a sud-est di Tripoli).

LUGLIO 2011
- 15: il gruppo di contatto, guida politica dell'intervento, riconosce il CNT "autorità governativa legittima".
- 28: viene assassinato il generale Younes, capo di stato maggiore della ribellione.

AGOSTO 2011
- 9: il regime accusa la Nato di aver ucciso 85 civili in raid nell'ovest.
- 20: scoppio della ribellione su Tripoli con l'appoggio aereo della Nato. Il 23, viene conquistato il bunker del colonnello, Bab al-Aziziya, mentre da più parti lo danno in fuga.

SETTEMBRE 2011
- 1: l'Onu e le grandi potenze sbloccano 15 miliardi di dollari di beni libici che erano stati congelati.
- 15: Nicolas Sarkozy e David Cameron vanno in Libia.
- 16: l'Onu riconosce il CNT.
- 20: la rivoluzione ha provocato 25mila morti (secondo il presidente del CNT, Mustapha Abdel Jalil).

OTTOBRE 2011
-20: Muammar Gheddafi viene catturato e ucciso a Sirte, sua città natale. La fuga del colonnello è finita in una buca dell''ultima roccaforte dei lealisti, ferito a morte dai combattenti del Cnt, ai quali gridava: "Non sparate, non sparate".

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