Libia, l’annuncio di Jibril: "Elezioni entro 8 mesi"

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Dopo la morte di Gheddafi, il primo ministro del Cnt conferma il voto per eleggere la nuova assemblea chiamata a governare il paese. A Misurata decine di persone in fila per vedere il corpo del raìs. VIDEO E FOTO

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(in fondo all'articolo tutti i video sulla morte di Muammar Gheddafi)

Confuso, spaventato, insanguinato. Mentre la Nato annuncia la fine delle operazioni militari per il 31 ottobre e il premier del Consiglio nazionale di transizione libico afferma che le elezioni dovrebbero tenersi entro 8 mesi, gli ultimi minuti della vita di Gheddafi restano ancora circondati dal mistero (GUARDA LE FOTO).
E rimane poco chiara la dinamica della sua uccisione, sulla quale l'Onu ha comunque chiesto un'indagine, mentre a Misurata, nel mercato delle carni, si forma una lunga coda (GUARDA LE FOTO) per vedere ciò che resta del corpo del raìs, "custodito" in una cella frigorifera di una macelleria. Intanto, il Cnt avverte: "Sul corpo del dittatore non verrà fatta alcuna autopsia".
"Non ci sarà autopsia, né oggi, né in un altro giorno. Nessuno aprirà il corpo" di Gheddafi, ha detto un portavoce dei militari del Consiglio di Misurata,Fathi Bachagha.

Jibril: "Elezioni entro 8 mesi"
- Il primo ministro del Consiglio Nazionale Transitorio libico, Mahmoud Jibril, ha ribadito che nel Paese nord-africano si dovrebbe andare alle urne entro otto mesi, come è da tempo nei programmi, allo scopo di eleggere la Conferenza Pubblica Nazionale, un'assemblea formata da duecento membri che avrà il duplice compito di redigere la futura Costituzione, da sottoporre poi a referendum, e di nominare un nuovo governo ad interim. Jibril ha sottolineato tuttavia che al momento la priorità consiste invece nell'eliminare le troppe armi in circolazione, così da ripristinare l'ordine e la stabilità necessari. "Le prime elezioni", ha spiegato il premier, a margine dei lavori del World Economic Forum cui sta partecipando in Giordania, "dovranno avere luogo entro un periodo massimo di otto mesi, per dare vita a un Congresso Nazionale, una sorta di Parlamento".
Il governo provvisorio che si insedierà successivamente "resterà in carica fino alle presidenziali", ha aggiunto. Negli ambienti insurrezionali non c'è tuttavia completa unità di vedute, e con il passare dei giorni emergono divergenze su svariati aspetti della transizione: ieri, per esempio, l'attuale ministro del Petrolio del Cnt, Ali Tarhouni, aveva osservato che per la stesura della nuova Costituzione "si andrà oltre gli otto mesi" originariamente preventivati.

I misteri sulla dinamica dell'uccisione - A provare a fare chiarezza è uno dei comandanti dei ribelli, intervistato al Corriere della sera (guarda la rassegna stampa): "Gheddafi era confuso, chiaramente spaventato. Ripeteva che avrebbe dato i soldi a tutti, che avrebbe pagato per le scuole dei nostri bambini. A un certo punto qualcuno gli ha gridato che al posto di parlare di soldi avrebbe dovuto pregare, da buon musulmano, affidare l'anima a Dio prima di morire. Lui invece ha continuato a dirci che era pronto a darci soldi, tanti soldi e oro".
Uno scenario molto simile a quello rievocato da un altro quotidiano, La Repubblica: "'Lo hanno catturato vivo, pestato e poi giustiziato', dice una anonima fonte del Consiglio nazionale di transizione all'agenzia Reuters. Sul corpo esposto al "mercato dei Tunisini", nella chioma scarmigliata che attirava il disprezzo dei libici si indovina un segno rosso: "Uno dei nostri, un ragazzo di sedici anni, gli ha strappato un ciuffo di capelli. Voleva controllare se erano veri. Ma no, erano finti, e anche colorati, ci hanno lasciato traccia del nero nelle mani.

Mubarak rischia infarto dopo aver visto le foto - L'ex presidente egiziano Mubarak, avrebbe avuto una crisi di nervi e rischiato un infarto dopo aver visto le immagini della morte di Gheddafi. Lo riferisce il sito online del quotidiano Al Ahram che cita fonti mediche del centro clinico in cui Mubarak è ricoverato. L’ex raìs egiziano sarebbe scoppiato a piangere vedendo le crude immagini di queste ore.
Secondo le stesse fonti Mubarak si sarebbe lasciato andare ad un pianto disperato, rischiando un arresto cardiaco, evitato dai medici somministrandogli forti calmanti. Il sito sostiene che "Mubarak è stato preso dal panico ed è apparso terrorizzato quando ha visto in tv le foto di Gheddafi morto".

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