Shalit, il governo israeliano: "Accordo umanitario"

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Avi Pazner, ex ambasciatore in Italia, spiega a SkyTG24 che "potrebbero arrivare altri risultati. In un futuro non lontano possiamo rilanciare le trattative con l'Olp. Al momento è difficile". Gli Usa esprimono "preoccupazione"

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"C'è un proverbio ebraico che dice: se uno salva una vita umana è come se salvasse l'umanità intera". Avi Pazner, ex ambasciatore israeliano in Italia e portavoce del governo, utilizza questo detto per spiegare la liberazione di Gilad Shalit. "Si è trattato di un accordo umanitario, sapevamo che c'era il rischio di non rivederlo più se fosse rimasto ancora nelle carceri palestinesi", ha dichiarato intervenendo a SkyTG24. La base dello scambio non è dunque collegato in modo diretto al processo di pace: "Ma potrebbero arrivare altri risultati. In un futuro non lontano possiamo rilanciare le trattative con l'Olp. Al momento è difficile perchè Mahmud Abbas (Abu Mazen ndr.) pone delle precondizioni troppo dure". Pazner racconta inoltre che Israele ha pensato e preparato dei blitz per liberare Shalit con la forza: "Non l'abbiamo potuto attuare perchè il soldato era circondato di mine ed esplosivi. Sarebbe morto insieme alla squadra preparata per liberarlo".

Soddisfazione dell'Autorità palestinese - Ai microfoni di SkyTG24 è intervenuto anche Sabri Ateyeh, rappresentante diplomatico dell'Autorità Palestinese a Roma. Ateyeh ha ricordato che ci sono seimila prigionieri palestinesi nelle carceri israeliane. "La buona notizia è che mille di loro ora possono tornare a casa, così come Shalit può riabbracciare la sua famiglia". Anche il diplomatico palestinese ha espresso la speranza che lo scambio sia un punto di partenza per tornare al tavolo delle trattative, ma in modo polemico ha chiesto che "tutto il mondo esprima sodddisfazione per la liberazione dei nostri prigionieri e non solo per la libertà di Shalit".

Preoccupazione degli Usa - Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama è "personalmente contento" della liberazione del caporale Gilad Shalit, ha reso noto il suo portavoce Jay Carney, mentre il dipartimento di stato lascia intendere che alcuni dei palestinesi inclusi nello scambio avrebbero commesso reati contro cittadini americani.
Washington aveva espresso al governo israeliano "preoccupazione" per il rilascio di alcuni dei detenuti palestinesi nell'ambito dell'accordo tra Israele e Hamas. Il Dipartimento di Stato ha poi precisato che "in forma di principio gli Stati Uniti si oppongono al rilascio di individui che sono stati condannati per crimini contro gli americani".

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