Argentina: Cristina Kichner verso il secondo mandato

Cristina Kichner
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La presidente uscente è favorita nelle prossime elezioni in programma domenica. Il Pil in crescita, l'occupazione in calo e l'opposizione divisa giocano a suo favore. Nonostante le accuse di clientelismo e corruzione

di Emiliano Guanella

Difficile davvero surriscaldare un clima elettorale quando si sa da tempo come andrà a finire. In Argentina si vota domenica e tutti i sondaggisti pronosticano una comoda vittoria della presidente uscente Cristina Fernandez de Kichner, che si lancia così verso il suo secondo mandato, dopo aver accompagnato da primera dama il marito Nestor, defunto l’anno scorso, tra il 2003 e il 2007. Per un paese abituato a ben altri e rocamboleschi cicli politici si tratta di una vera novità.

Il segreto sta tutto nella relativa stabilità che il governo di CFK, come viene siglata dai suoi sostenitori, ha saputo assicurare. Numeri che sorridono, con un Pil in crescita ad un ritmo sostenuto negli ultimi anni (6-8 %) la disoccupazione in calo, sotto il 10%, e le riserve rimpinguate dalle royalties sulle materie prime che dalle campagne della Pampas e non solo invadono soprattutto i mercati asiatici. Le esportazioni di soia, carne, mais, agrumi garantiscono un gettito fiscale importante con il quale l’esecutivo sostiene un’amplia rete di assistenza sociale attraverso diversi programmi destinati alle fasce più povere della popolazione. Si tratta di assegni famigliari, borse di studio e di lavoro, ticket staccati per ogni neonato. L’opposizione lo chiama clientelismo politico e cita i casi di corruzione, con i frigoriferi consegnati a pochi giorni dal voto; fatto sta che il sistema, con pregi e difetti, garantisce al governo l'appoggio delle periferie urbane, in particolare l’enorme banlieue di Buenos Aires, dove vive un quarto della popolazione.

Poco si fa, invece, per contenere l’inflazione. Secondo i dati ufficiali diffusi dall’Indec, l’Istat locale, quest’ultima è ferma al 10%, ma quelli ben più affidabili degli istituti indipendenti la quotano al 25%, un livello record in Sudamerica che ha già superato quello altissimo del Venezuela. "L’inflazione e la criminalità - spiegano i sondaggisti di Poliarquia – preoccupano, ma la gente vota pensando soprattutto al lavoro e alla situazione economica, decisamente migliorata negli ultimi anni".

A meno di dieci anni dalla crisi del 2001, forse la più grave della sua storia, l’Argentina, quindi, sorride e la cosa impressiona ancora di più se si considera il momento che stanno vivendo Europa e Stati Uniti. Neppure la recessione del 2008 ha rallentato la crescita, il modello K (da Kirchner) regge. L’opposizione, che si presenta ancora una volta divisa è in forte difficoltà, con quattro candidati che si dividono meno della metà dei consensi, ma nessuno che sembra potrà andare oltre il 15% dei voti. Cristina, sostanzialmente, li ignora. Superato il duro scontro con i produttori rurali che le inimicò la popolazione delle campagne, ha ammorbidito i toni bellicosi ha puntato su una campagna positiva e patriottica, che risalta ogni successo del suo modello. Rimasta improvvisamente vedova un anno fa, si è circondata di dirigenti leali e giovani, ad iniziare dal ministro dell'Economia Amado Boudu candidato a vicepresidente, famoso anche per i suoi concerti rock con chitarra in mano.
La presidenta ricorda spesso in pubblico il marito e compagno di tutta la sua carriera politica. A lui, sicuramente, dedicherà il trionfo annunciato di domenica.

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