Alluvione senza fine, la Thailandia è in ginocchio

Auto sommerse dall'acqua, in Thailandia l'emergenza va avanti da settimane (Credit: Getty)
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Oltre 300 morti e danni per 2,5 miliardi di euro: il bilancio, a tre mesi dall'inizio delle piogge, è sempre più disastroso. Mentre la piena minaccia Bangkok e la fiducia nel governo continua a scendere. LE FOTO

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di Greta Sclaunich

“Stiamo per essere di nuovo evacuati”. Lo scrive Boat Nattaphol su Twitter, e in quel “di nuovo” c’è tutta l’angoscia di tre mesi di alluvioni. Il 2011 è l’anno nero della Thailandia: le piogge e gli allagamenti, iniziati a luglio, non accennano a diminuire. C’è chi l’ha definita l’alluvione peggiore degli ultimi dieci anni, anche se è difficile ottenere informazioni dettagliate dalle autorità che, anzi, si smentiscono l’una con l’altra.

Sul web gli scettici abbondano. Come Suburbianone, musicista che twitta da Bangkok e che, mentre osserva il livello del fiume Chao Praya che sale, si chiede come sia possibile che il governo “sembri non interessarsi davvero alle persone”. Non è l’unico a pensarlo: secondo un sondaggio realizzato su 881 sfollati (ce ne sono oltre 110mila in tutto il Paese) e pubblicato dal quotidiano online Bangkok Post la fiducia dei tailandesi nella gestione della crisi va in prima battuta all’esercito, poi a fondazioni ed enti caritatevoli, a seguire alle amministrazioni locali. Il governo, guidato da luglio dalla premier donna Yingluck Shinawatra? Finisce in fondo alla lista.
Agli annunci ufficiali del governo Saksith Saiyasombut, blogger e giornalista, preferisce i commenti dei metereologi: “Dicono che almeno per ora Bangkok non sarà colpita”. Lo sostengono anche i gestori della pagina Facebook dedicata alla capitale della Thailandia: mentre l’emergenza maltempo non accenna a diminuire (secondo alcuni esperti, la situazione potrebbe non migliorare prima della fine dell’anno) i turisti vengono rassicurati su piogge sempre più sporadiche e città ormai sicure.
A cominciare da Bangkok, che però nelle ultime ore è in stato di allerta. I sobborghi sono già allagati e il fiume Chao Praya si ingrossa sempre di più.

Anche se nelle regioni centrali, come quella delle vecchia capitale Ayutthaia, il livello dell’acqua comincia a scendere il rischio è che le piogge ritornino ad intensificarsi. Lo sostiene Sunan Samrianrum, che guida la sezione thailandese della ong Plan Asia, che ha da poco aperto un account su Flickr per pubblicare le foto delle zone sommerse dall’acqua.
Il bilancio per ora è pesante: oltre 300 morti, danni per due miliardi e mezzo di euro, 14mila fabbriche chiuse (tra cui i colossi giapponesi dell’elettronica e dell’automobile) e 663mila dipendenti lasciati a casa. Un terzo delle province thailandesi hanno subito il maltempo, la città finora più colpita è la vecchia capitale Ayutthaia. Dove - non bastasse l’acqua alta – vagano liberi circa 300 coccodrilli scappati dallo zoo: le autorità cittadine hanno promesso una ricompensa di mille baht (25 euro) a chi ne catturerà uno.

Anche se al momento il ricercato più famoso è l’ignoto hacker che è riuscito a penetrare nell’account Twitter del premier Shinawatra (PouYingluck). In venti minuti ha pubblicato otto post criticando la gestione dell’emergenza e altri temi chiave del governo. Prima di sparire nel nulla del web si è congedato così: “Come pensa di proteggere il Paese, se non riesce nemmeno a proteggere il suo account Twitter? Pensateci”.

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