Brasile, la procura contro Battisti: "Sia espulso"

Cesare Battisti
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Per il procuratore federale la concessione del visto a uno straniero condannato o processato per un reato in un altro paese è illegale. Il giudice del Tribunale precisa: "E’ qui per una decisione sovrana, non può essere sottoposto a una nuova via crucis"

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La procura federale di Brasilia ha chiesto l'annullamento del visto di permanenza in Brasile di Cesare Battisti, l'ex terrorista italiano, e il suo trasferimento non in Italia, dove è stato condannato al carcere, ma in altri Paesi dove l'ex terrorista viveva prima di arrivare nel Paese latinoamericano, e cioè la Francia o il Messico.
Nel motivare la richiesta, il procuratore Helio Heringer ha affermato che è illegale la concessione del visto a uno straniero condannato o processato per un reato in un altro Paese

Il procuratore ha tenuto a sottolineare che la richiesta non ha nulla a che fare con il dossier sull'estradizione di Battisti, chiuso dal rifiuto dell'ex presidente brasiliano Ignacio Lula da Silva di consegnare l'ex terrorista all'Italia. Il giudice si rifà alla sentenza con cui la Corte suprema definì "comuni" e non "politici" i crimini di Battisti. Di conseguenza, ha spiegato Heringer, "il visto non andava concesso". Inoltre, ha aggiunto il giudice, la decisione di Lula non sarà violata se Battisti non sarà trasferito in Italia.

"Non credo che Cesare Battisti possa essere sottoposto ad una nuova via cricis", "lui è in Brasile per una decisione sovrana", ha detto però il giudice del Supremo Tribunale Federale (Stf) di Brasilia, Marco Aurelio Mello, commentando la richiesta di annullamento del suo visto permanente in Brasile.
"Di certo lui resta in Brasile per una decisione sovrana - ha detto Mello- e ha bisogno di documenti per restarvici". "Quali saranno i documenti? - ha concluso - Se la procura della Repubblica ne indicherà un altro, tutto bene. Ma se non lo indicherà è il visto".

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