Afghanistan, dieci anni di guerra

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Iniziava il 7 ottobre 2001 la missione Enduring Freedom, risposta degli Usa all'11 settembre. Un evento al quale ha partecipato anche l'Italia con uomini e mezzi, caduti e polemiche, successi e fatiche. LO SPECIALE

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Dieci anni dopo l'11 settembre (VAI ALLO SPECIALE) e l'ordine di attacco partito il 7 ottobre contro l'Afghanistan con l'operazione Enduring Freedom (2.930 civili uccisi in operazioni Usa  e Nato e altri 7.686 in attacchi degli insorti, secondo dati Onu e di Human Rights Watch), la "transizione" iniziata a luglio procede e la Nato non permetterà a nessuno di "ostacolare" questo processo, ha assicurato il segretario generale dell'Alleanza, Anders Fogh Rasmussen. Per quest'ultimo, transizione non è sinonimo di abbandono, ma anzi la Nato proseguirà con il suo impegno e non si "lascerà dietro un vuoto di sicurezza".
Ma a dieci anni di distanza, il Paese resta un complicato teatro di guerra.

Enduring Freedom - Il 7 ottobre 2001 gli aerei Usa cominciarono a sganciare missili da crociera e bombe a guida laser su diversi obiettivi strategici, a Kabul e altrove nel Paese centro-asiatico, preludio all'invasione di terra che sarebbe presto seguita. Una campagna militare contro il terrorismo internazionale nata dopo i fatti dell'11 settembre e a leadership Usa, che ha trovato la sua iniziale giustificazione nella legittima difesa. Un intervento che aveva l'obiettivo di catturare o uccidere Osama Bin Laden, ritenuto la mente dell'attentato alle Torri Gemelle, e distruggere le basi di al Qaeda. E' stato l'evento bellico più lungo per gli Stati Uniti.
Un evento al quale ha partecipato anche l'Italia all'interno della coalizione internazionale con uomini e mezzi, caduti e polemiche, successi e fasi critiche.

Il processo di transizione - La prossima fase del processo di transizione prevede che, entro fine mese, siano le forze afghane a garantire la sicurezza  di oltre la metà della popolazione del Paese martoriato da anni di guerre. I tempi sono stati "rispettati", ha assicurato a Bruxelles il ministro della Difesa Ignazio La Russa, ed "entro il 2014  riconsegneremo tutto l'Afghanistan al legittimo governo afghano". In  quest'ottica, "dal 2012, ma non dai primi mesi, è prevista una  diminuzione progressiva" del contingente italiano, attualmente al  "massimo dello sforzo", con 4.200 soldati sul campo, compresi gli  addestratori.
"E' chiaro che nessuno (tra i 49 Paesi della Forza internazionale di assistenza alla sicurezza per un totale di 140mila  uomini, ndr) sta facendo le corse per il disimpegno", ha affermato il segretario alla Difesa americano, Leon Panetta, al suo esordio in  Europa da quando ha assunto l'incarico.
Quest'anno gli Stati Uniti  dovrebbero ritirare diecimila soldati e oltre 20mila nel 2012, dopo il 'surge' di Barack Obama, che aveva comportato il dispiegamento di  ulteriori 30mila militari.

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