Barack Obama osannato dalla comunità gay

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Il presidente americano ha partecipato al congresso annuale della Human Rights Campaign, una delle principali organizzazioni Lgbt. Ha scherzato su Lady Gaga, ma anche ribadito il suo impegno contro l'omofobia

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"Di recente, durante una serata in California, ho avuto un colloquio bilaterale molto produttivo con la vostra leader... Lady Gaga". E' la battuta con cui Barack Obama ha esordito nel suo applauditissimo discorso alla conferenza annuale della Human Rights Campaign, una delle organizzazioni Lgbt, (lesbiche, gay, bisessuali e transgender) più grandi d'America. Al suo arrivo al centro congressi di Washington, un'enorme platea di almeno 3.000 persone gli ha tributato una fragorosa standing ovation. Il Presidente dell'organizzazione, Joe Solmonese, ha invitato tutti a sostenere Barack Obama alle prossime elezioni del 2012, definendolo "il presidente che ha fatto più di tutti nella storia d'America per migliorare la vita della comunità gay".

Dopo la battuta su Lady Gaga, paragonata a una sorta di capo di Stato, Obama ha ribadito che "ogni americano, gay, bisessuale e transgender, merita di essere uguale davanti alla legge e godere degli stessi diritti di tutti gli altri cittadini".  Quindi, tra l'entusiasmo generale, ha ricordato che grazie ai suoi sforzi è stato abrogato l'odioso principio del 'Don't ask, don't tell', che costringeva i militari gay a vivere nell'ombra, senza poter dichiarare apertamente la propria identità sessuale. "Un vero comandante in capo - ha affermato urlando al microfono - deve appoggiare tutti gli uomini e tutte le donne che vestono l'uniforme e servono con coraggio gli Stati Uniti d'America, anche quando non conviene dal punto di vista del consenso politico". Quindi ha attaccato frontalmente i candidati repubblicani che, nel corso di un recente dibattito, non hanno detto una parola di condanna per i fischi che la platea aveva rivolto a un soldato gay. "Noi siamo quelli che non rimaniamo in silenzio quando queste cose accadono", ha sottolineato Obama tra gli applausi.

Poi ha parlato di un fenomeno che sta colpendo molto l'opinione pubblica americana, quello dei suicidi tra gli adolescenti gay, vittime di bullismo. "Nessun ragazzo gay - ha esclamato Obama - dovrà in futuro sentirsi solo e abbandonato a se stesso". Come previsto, il presidente ha fatto solo un breve cenno alla spinosa questione delle nozze tra gay. Si è limitato a dire che la situazione è 'in evoluzione", tuttavia ha ribadito di preferire le unioni civili. Una posizione che rischia di fagli perdere qualche voto tra i giovani progressisti, ma di guadagnare consensi tra gli indipendenti e gli elettori credenti più moderati. Infine, nel chiedere un appoggio compatto alla sua difficile campagna per la rielezione, ha definito la prossima competizione elettorale una punto di svolta per il futuro dell'America: "Quella che abbiamo davanti è una sfida di valori: non possiamo più avere cittadini di serie A e di serie B".

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