Libia, la visita di Frattini a Tripoli tra luci e ombre

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Il ministro degli Esteri ha incontrato il premier del Cnt Mahmud Jibril. Che ha ringraziato l'Italia, ma ha congelato il Trattato di amicizia fino alla creazione del nuovo governo libico. Smentita, intanto, la cattura del portavoce di Gheddafi

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"L'Italia sarà sempre un amico sicuro e affidabile del popolo libico". Con queste parole il ministro degli Esteri Franco Frattini ha confermato l'intenzione dell'Italia di conservare il ruolo primario nei rapporti con il paese nordafricano. La prima visita di un rappresentante del governo italiano a Tripoli dopo la caduta di Gheddafi serviva per allacciare il dialogo con i vertici del Cnt. Frattini ha incontrato Mahmud Jibril, primo ministro del Comitato Nazionale di Transizione, e ha sottolineato il sostegno dell'Italia alla rivoluzione. Aspetto questo al centro di uno scontro con il giornalista della Stampa, Mimmo Candito, che ha ricordato al ministro come in un primo momento il rapporto personale tra il raìs e Berlusconi avesse lasciato in sospeso la posizione italiana nelle prime fasi della guerra, con il celebre "Non chiamo Gheddafi perché non voglio disturbarlo" pronunciato dal premier.

La visita di Frattini aveva comunque soprattutto lo scopo di legittimare una posizione di leadership nei rapporti commerciali con la Libia. Missione riuscita solo in parte. Jibril ha infatti ringraziato il nostro Paese per il sostegno che ha fonrito al Cnt, ma ha dichiarato che i contratti stipulati da Gheddafi non rimarranno validi e che spetterà al nuovo governo (che dovrebbe nascere a giorni) la responsabilità di confermarli o meno. Il Cnt dunque prende tempo. Anche il Trattato di amicizia sembra in bilico, dal momento che "una commissione speciale dovrà esaminarlo per verificarne la validità", ha spiegato il primo ministro Jibril.

Da Misurata, intanto, l'alto comando delle forze del Cnt ha smentito la notizia della cattura di Moussa Ibrahim, portavoce di Gheddafi. La voce dell'arresto era stata diffusa da alcuni comandanti locali dello stesso Cnt. Ma a quanto riferito dal sito della tv Al Arabiya, gli arrestati a Sirte sarebbero i familiari di Ibrahim.

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