Libia, arrestato il portavoce di Gheddafi

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Moussa Ibrahim è stato fermato dai ribelli a Sirte. L'Interpol ha spiccato un mandato di cattura per il figlio del rais Saadi. Intanto, venerdì 30 settembre, è attesa la visita del ministro degli Esteri, Franco Frattini, a Tripoli

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Il cerchio intorno a Muammar Gheddafi si stringe ancora. Moussa Ibrahim, portavoce del Colonnello, è stato arrestato dalle forze del Cnt alle porte di Sirte. "I combattenti di Misurata ci hanno contattati per annunciarci la cattura", ha detto Mustafa ben Dardef, della brigata Zenten. I fedelissimi del rais sono braccati. L'Interpol ha spiccato un mandato di cattura internazionale per Saadi Gheddafi, uno dei figli dell'ex leader libico. Su di lui pende l'accusa di "appropriazione indebita tramite la forza e l'intimidazione armata quando era a capo della Federazione libica di calcio". Il rampollo con velleità da calciatore dovrebbe essere rifugiato in Niger, che però, al momento ne esclude l'estradizione.

Intanto domani il ministro degli Esteri Franco Frattini volerà in Libia. Si tratta della prima visita di un esponente del governo italiano dopo la cacciata di Gheddafi. Frattini, che era già stato a Tripoli nel mese di maggio, torna per ribadire sostegno alle forze di transizione che a giorni dovrebbero annunciare il Governo provvisorio. Il ministro sarà accompagnato da diversi imprenditori e incontrerà le massime autorità del Consiglio nazionale transitorio, tra cui il presidente Mustafa Abdel Jalil e il "premier" Mahmud Jibril, con il quale firmerà un memorandum di intesa. L'obbiettivo è riattivare il Trattato di amicizia italo-libico che servirebbe a confermare la posizione di leadership italiana nei rapporti commerciali con il paese nordafricano.

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