Proteste a Wall Street: il poliziotto smascherato dal Web

La polizia dispiegata a Wall Street durante le ultime proteste – Credits: Getty Images
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Il gruppo Anonymous svela online l'identità di un agente accusato di avere utilizzato senza motivo spray contro i dimostranti a New York. Decisivo l'apporto degli utenti della rete, che però rischiano di prestare il fianco a una gogna virtuale

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di Raffaele Mastrolonardo

Alcune ragazze che protestano in modo apparentemente pacifico a Wall Street. Un gruppo di poliziotti che crea un cordone intorno a loro e poi, improvvisamente, le urla di dolore delle giovani che si portano le mani al volto colpite da spray urticante. E' questo uno dei video più visti delle proteste in corso da dieci giorni nel distretto finanziario di New York promosse dal movimento OccupyWallStreet.

CACCIA AL RESPONSABILE - Girate sabato scorso, le immagini sono state subito condivise in rete suscitando rabbia e desiderio di scoprire il colpevole di un gesto che, secondo diversi osservatori, risulta sproporzionato. Ora, a pochi giorni di distanza dall'evento, il responsabile dell'azione pare essere stato individuato e le sue generalità diffuse sul Web. Nome, cognome e altri dettagli del rappresentante delle forze dell'ordine sono stati pubblicati online – e subito diffusi via Twitter e blog - dagli attivisti di Anonymous, collettivo hacker già protagonista in passato di azioni a difesa di WikiLeaks. Si tratterebbe di Anthony Bologna, vice-ispettore del dipartimento di Polizia di New York. Secondo quanto affermato da Anonymous e confermato dal quotidiano inglese The Guardian, Bologna sarebbe inoltre in attesa di giudizio per l'accusa di arresti illeciti e violazione dei diritti civili durante le proteste in occasione della convention repubblicana del 2004.

Ma come si è arrivati all'identificazione del poliziotto? Nei giorni seguenti l'episodio le analisi del video a rallentatore condotte in rete hanno permesso di individuare il responsabile del gesto in un poliziotto che indossava una camicia bianca.

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Un passo ulteriore verso la scoperta del responsabile lo ha compiuto l'autore del blog David's Camera Craft, che afferma di avere assistito in prima persona all'accaduto. Il blogger  - che nel suo post invita a non fare di tutta un erba un fascio e a distinguere tra l'operato di Bologna e quello dei suoi colleghi – ha condiviso online una serie di foto del poliziotto sospettato di avere spruzzato lo spray sulle ragazze tra cui un primo piano del distintivo svelandone così l'identità.
La dinamica dell'evento resta però ancora poco chiara, tanto che è stato lo stesso Guardian a chiedere ai suoi lettori di dare una mano a ricostruire la vicenda.

DUBBI - La decisione di Anonymous di rendere pubblici i dati del poliziotto ha ovviamente suscitato dubbi e polemiche. Tanto più che il collettivo ha accompagnato la pubblicazione delle generalità di Bologna con un messaggio dai toni minacciosi che si conclude con un avvertimento: “Prima di commettere atrocità contro persone innocenti, pensaci due volte. Ti stiamo guardando. Aspettaci”.
Secondo qualcuno, il comportamento del gruppo hacker confina con il “crimine”, mentre alcuni partecipanti alla protesta hanno espresso riserve sulla decisione che, da una parte, richiama un pubblico ufficiale alle sue responsabilità (e può quindi aiutare l'accertamento di eventuali comportamenti scorretti), dall'altra può sembrare un invito alla gogna virtuale. La stessa che - a parti invertite - era stata rilevata durante le ultime proteste di Londra, quando invece era stata la polizia inglese a chiedere aiuto agli utenti online per identificare i giovani più violenti.

Intanto - mentre la protesta riceve la solidarietà di Noam Chomsky, storico intellettuale dissidente americano - una delle ragazze colpite dallo spray urticante, come segnala Il Post, ha raccontato in un altro video la sua esperienza di sabato scorso.

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Interview with Pepper Sprayed Protester Chelsea Elliott from ANIMALnewyork.com on Vimeo.

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