Libia, Gheddafi: "Morirò da martire nel mio Paese"

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Il nuovo messaggio audio del colonnello arriva mentre i ribelli controllano sempre più zone di Sirte. Sarebbe stato raggiunto un accordo per garantire un'uscita sicura dalla città alle famiglie della tribù del raìs. VIDEO E FOTO: LO SPECIALE

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Accordo raggiunto per garantire un'uscita sicura da Sirte alle famiglie della tribù di Gheddafi. Lo ha detto un comandante del Consiglio nazionale di transizione libica aggiungendo di essere stato contattato da membri anziani della tribù del raìs per concordare una resa delle forze lealiste. Il tutto mentre il colonnello si è detto pronto ad andare al "martirio" insieme al suo popolo. "Ci sono eroi che resisterono e caddero come martiri, e anche noi aspettiamo il martirio", ha dichiarato in un nuovo messaggio audio trasmesso da una radio di Bani Walid, "mentono quando dicono che sono fuggito in Nigeria o in Venezuela, voglio morire nel mio Paese come un martire".

I ribelli verso la conquista di Sirte -
Intanto, però, gli insorti hanno conquistato il porto e altre zone strategiche di Sirte, la città natale del raìs, che sembra prossima a cadere. Sembra che si combatta ancora sul lato orientale mentre su quello occidentale si starebbe negoziando una resa. Le unità degli insorti, che si sono avvicinate a Sirte da oriente, per il secondo giorno consecutivo sono rimaste inchiodati dal fuoco dell'artiglieria e dei cecchini a circa due chilometri dal centro cittadino.
Il Cnt ha fatto sapere che le consultazioni per la formazione del governo provvisorio riprenderanno solo dopo la completa liberazione del Paese nordafricano. E' anche un modo per prendere tempo alla luce delle divisioni emerse tra le diverse anime del fronte anti-Gheddafi.

Mancano 20mila missili -
Dagli Usa intanto arriva una notizia inquietante: negli arsenali del Colonnello - scrive il sito di Abc News - mancano all'appello 20.000 missili portatili anti-aerei a ricerca di calore 'strela' di fabbricazione russa. Si tratta di un'arma che se finisse i mano a terroristi determinati rappresenterebbe una minaccia per tutti gli aerei commerciali. Il Cnt, ha invece assicurato la Nato, controlla integralmente le riserve di armi chimiche e di materiale nucleare del regime.

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