Libia, i ribelli: "Presto un nuovo governo"

1' di lettura

Mustafa Jalil, presidente del Consiglio Nazionale di Transizione, ha annunciato che il nuovo esecutivo sarà ufficializzato nei prossimi giorni. Intanto a Sirte si registrano episodi di violenza da parte dei soldati ancora fedeli a Gheddafi

Guarda anche:
Libia, la sfida sarà costruire la pace
Gheddafi, l'ultimo appello: "Non ci arrendiamo"
Tripoli, viaggio nella cittadella di Gheddafi. REPORTAGE

LO SPECIALE: La guerra in Libia

(in fondo all'articolo tutti i video sulla guerra in Libia)

Il governo di transizione libico sarà presentato la settimana prossima. Lo ha annunciato Mustafa Abdel Jalil, presidente del Consiglio Nazionale di Transizione. In una conferenza stampa a Bengasi Jalil ha anche ammesso che ci sono state divergenze nelle opinioni dei membri del Cnt e dell'ufficio esecutivo. "La mentalità libica vuole che ogni tribù, ogni regione, ogni città abbia una sua quota nel nuovo governo - ha precisato il leader dei ribelli -. Ma noi non abbiamo ancora liberato tutto il territorio e Gheddafi conserva tutta la sua capacità offensiva e può ancora nuocere". Jalil ha ribadito che la priorità rimane "la liberazione di tutto il territorio e il ristabilimento della sicurezza". Il nuovo governo, una volta trovato l'accordo per la sua composizione, dovrà gestire la transizione in attesa di nuove elezioni e di una nuova Costituzione.

La guerra intanto prosegue senza sosta. Il fronte più caldo è quello di Sirte, città natale del rais. La situazione sta precipitando a cause delle violenze dei fedeli di Gheddafi. La Nato, in un comunicato, ha fatto sapere che si stanno moltiplicando gli episodi di persone usate come scudi umani ed esecuzioni. "La brutalità di questi giorni mostra un regime finito, ormai ai suoi ultimi giorni", si legge nel comunicato. A Sirte inoltre mancano acqua, cibo, benzina e medicine. Centinaia di famiglie che vorrebbero fuggire sono bloccate e le strade sono controllate dai mercenari.

Leggi tutto