Obama chiude le celebrazioni: "L’America non ha più paura"

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Il presidente al termine della giornata per il decennale dell’11 settembre: "La nostra gente è tornata sui grattacieli, i nostri stadi sono pieni di tifosi, i parchi affollati di bambini". Silenzio e lacrime a Ground Zero. SPECIALE: VIDEO E FOTO

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"Questi ultimi anni hanno dimostrato che l'America non cede alla paura: sono cambiate molte cose, ma non il nostro carattere come nazione, la nostra fede in Dio e in noi stessi. Nessuno spezza la nostra volontà”.
Barack Obama, al termine della lunga giornata di commemorazioni per il decennale dell'11 settembre 2001 (rivivi nel montaggio in alto realizzato da SkyTG24 i momenti più intensi della giornata), nel suo discorso al Kennedy Center rilancia i valori patriottici, inviando a un  Paese spesso diviso e lacerato dalla crisi, un messaggio di speranza e di unità.
Il presidente traccia un bilancio di questi ultimi dieci anni, sintetizzando che "lo stile di vita americano" ha vinto la sfida di morte lanciata da Al Qaeda.

New York, colpita al cuore quella mattina maledetta (guarda le foto), sottolinea Obama, è risorta, ribadendo la sua vocazione di "capitale vibrante dell' arte, dell'industria, della moda e del commercio". Dove sorgeva il World Trade Center, osserva Obama, si sta costruendo "una nuove torre che si staglierà di nuovo nel cielo".
Ma è tutto il popolo americano, che giorno dopo giorno in questi lunghi dieci anni, malgrado il dolore e il lutto, ha sancito la vittoria della democrazia sul terrorismo: "La nostra gente è tornata sui grattacieli, i nostri stadi sono pieni di tifosi, i parchi affollati di bambini, e i bus e i metro portano milioni di persone ogni giorno a scuola e al lavoro". Insomma, sintetizza Obama, "siamo  riusciti a difendere con successo il nostro stile di vita".

Obama non si sottrae a esaminare anche delle polemiche furiose esplose durante la presidenza Bush (qui il discorso a Ground Zero per il decennale dell'ex inquilino della Casa Bianca). Ma ribadisce che l'America ha superato anche quella prova: "Il dibattito tra pace e guerra, tra libertà civili e sicurezza - ammette Obama - è stato a tratti feroce. Ma proprio il fatto che siamo riusciti a risolverlo in un modo che rende onore ai nostri valori, sta tutta la nostra forza". L'America, incalza Obama, ha saputo dimostrare di sapere andare avanti, seguendo i suoi principi: "I nostri cittadini hanno ancora piena libertà di esprimere le loro opinioni, le nostre anime continuano a trovare sollievo nelle Chiese, nelle Sinagoghe, come nelle Moschee. In questi anni - aggiunge Obama - si sono rafforzati i legami tra tutti gli americani, non siamo stati vittime del sospetto e della sfiducia. Gli immigrati continuano a venire da ogni parte del globo, e in tutte le nostre scuole, nei nostri posti di lavoro, convivono persone di tutte le razze e religioni".

Aprendo il suo intervento, Obama ha citato un passo delle Scritture (anche a Ground Zero aveva citato la Bibbia) pieno di speranza: "La Bibbia ci dice che il pianto può durare tutta la notte, ma la mattina è una cometa di gioia". Quindi, rivolge il suo ricordo emozionato alle vittime di dieci anni fa, e il grande significato del loro coraggio per l'America di oggi.: "Questa terra pulsa con l'ottimismo di chi si incammina verso lidi lontani, con il coraggio di chi è morto per la libertà. Gli americani di domani, tra qualche decennio, sapranno che niente può spezzare la volontà degli Stati Uniti d'America: ricorderanno che abbiamo battuto la schiavitù, la guerra civile, il fascismo, la recessione e le rivolte, il comunismo e anche il terrorismo. Anche a loro diranno che non sono perfetti, ma anche che la nostra democrazia, seppur imperfetta,è imperitura, stabile".

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