11/9, Bush: “L’America non sarà mai distrutta dall’esterno”

1' di lettura

L’ex presidente torna a Ground Zero dieci anni dopo gli attacchi alle Torri e legge una lettera scritta da Abramo Lincoln a una vedova che aveva perso 5 figli nella guerra americana. Applausi e qualche fischio per lui. IL VIDEO

Guarda anche:
11 settembre:l'album fotografico
Lo speciale di Sky.it
11 settembre: quelle ultime telefonate

(in fondo all'articolo tutti i video sull'11 settembre)

“L'America non sarà mai distrutta dall'esterno. Se vacilleremo e perderemo le nostre libertà, sarà perché noi abbiamo distrutto noi stessi". Così, dieci anni dopo il giorno del terrore, l’ex presidente degli Stati Uniti George W. Bush si è rivolto agli americani nel corso delle celebrazioni a Ground Zero. Poi, ha citato una lettera scritta da Abramo Lincoln a Lydia Bixby, vedova che aveva perso 5 figli nella guerra civile americana. "Prego Dio affinché la consoli e le lasci solo la memoria di coloro che sono morti e che sono stati amati e l'orgoglio solenne che deve avere per un tale sacrificio dato per la nostra libertà".

Bush ha preso la parola subito dopo il secondo dei sei minuti di silenzio in ricordo delle stragi. Nel suo intervento è stato applaudito, Barack Obama no. L'ex presidente della guerra in Iraq ha preso il posto del suo successore sul podio con il sigillo della Casa Bianca e ha attirato acclamazioni dal pubblico ma anche qualche fischio dall'esterno del recinto dove si svolgeva la funzione. Applausi hanno seguito Bush dopo che è sceso dal podio avendo finito di leggere il brano di Lincoln, lasciando negli spettatori il dubbio che fossero rivolti non a lui ma all'autore del testo al centro della lettura.

All’inizio della cerimonia a Ground Zero Obama e Bush, fianco a fianco, si sono messi la mano sul cuore mentre un coro cantava l'inno nazionale Star Spangled Banner e un plotone dei Marines dispiegava la bandiera a stelle e strisce recuperata dal crollo delle Twin Towers.

Leggi tutto