Libia, i ribelli entreranno a Bani Walid senza combattere

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Gli insorti hanno trovato un’intesa con i delegati della città, che è una delle ultime roccaforti dei lealisti di Gheddafi. Intanto è giallo su un convoglio militare che ha lasciato il Paese per entrare in Niger. A bordo potrebbe esserci anche il raìs

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I ribelli libici hanno in programma di entrare oggi, martedì 6 settembre, a Bani Walid, una delle ultime roccaforti dei lealisti di Muammar Gheddafi, dopo aver raggiunto un accordo con i delegati della città per evitare i combattimenti. Lo riferisce la tv Al Jazeera. L'emittente araba, citando fonti degli insorti, non ha fornito ulteriori dettagli sulla tempistica di ingresso nella città, che si trova a sud di Tripoli. I lealisti presenti a Bani Walid si erano rifiutati di arrendersi ai ribelli, lasciando intendere che sarebbe stata necessaria un'altra serie di combattimenti per sconfiggere le forze dell'ex leader libico.

Intanto, continua la caccia al raìs Secondo alcune indiscrezioni potrebbe aver attraversato il Niger. Un imponente convoglio militare libico ha attraversato infatti la frontiera desertica a sud del Paese ed è entrato nel Paese. L’agenzia di stampa Reuters ha contato tra i 200 e i 250 veicoli e una fonte francese ha ipotizzato che Muammar Gheddafi potrebbe unirsi al gruppo per poi puntare verso il Burkina Faso, che gli ha offerto asilo. Al convoglio è stata data una scorta di militari del Niger, una poverissima ex colonia francese senza sbocchi sul mare. Secondo un fonte francese, anche Saif al-Islam, il 42enne figlio di Gheddafi un tempo designato erede del potere, starebbe pensando di unirsi al convoglio. Due giorni fa, secondo fonti locali, il confine era stato attraversato da un altro convoglio libico, a bordo del quale ci sarebbe stato il capo della sicurezza personale del colonnello, Mansour Daw. Ieri invece il portavoce del deposto regime di Tripoli, Moussa Ibrahim, ha dichiarato che il Colonnello gode di "eccellente salute" e sta "pianificando e organizzando la difesa della Libia". "Siamo ancora potenti" ha asserito, aggiungendo, senza nominarli, che i figli di Muammar Gheddafi rovesciato "assumono il loro ruolo nella difesa e il sacrificio" per il Paese.

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