New York, dopo Irene torna la normalità

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L'uragano, declassato a tempesta tropicale, è atteso ora in Canada. Nella Grande Mela intanto riapre, a tratti, la metropolitana. Critiche dai Repubblicani: "Troppo allarmismo". Ma Obama e Bloomberg difendono le scelte: "Un esempio di buon governo"

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Sebbene affievolito e retrocesso a tempesta tropicale, l'uragano Irene ha toccato con forza le province atlantiche del Canada e il sudest del Quebec, portando forti piogge e vento, con black out che hanno interessato circa 200.000 abitazioni. Il ministro del Quebec della Sicurezza pubblica, Robert Dutil, ha messo in guardia dalla violenza della perturbazione, con piogge che rischiano di raggiungere i 10-15 millimetri l'ora e venti fino a 120-130 chilometri orari. Ha poi raccomandato alla popolazione di fare in modo di restare in casa fino al cessato allarme, da un minimo di 24 ad un massimo di 72 ore. Secondo i meteorologi, il momento più pericoloso è atteso per oggi. Possibili anche inondazioni sulle rive dell' Atlantico e in Nuova Scozia.

Intanto New York riprende a tornare alla normalità. La ferrovia del New Jersey Transit, danneggiata da Irene, non riaprirà per ora, ma la metropolitana della Grande Mela ricomincerà a funzionare a partire dalle prime luci di lunedì 29 agosto, così come i principali aeroporti, anche se i primi aerei non dovrebbero decollare prima delle 16 (le 22 in Italia).  "Irene ci ha costretto a cancellare il servizio sulla maggior parte delle nostre linee - ha affermato il direttore del traffico in una nota - cosa che avviene solo in casi di estrema gravità", assicurando che "il nostro personale lavorerà h24 per riparare i danni e far ripartire i treni al più presto". Il bilancio delle vittime è invece salito a 18 su tutta la costa orientale degli Stati Uniti.  Ai 14 morti già registrati se ne aggiungono altri quattro in Pennsylvania, tra cui due campeggiatori colpiti da alberi caduti.

Barack Obama ha voluto lodare l'impegno di tutti per affrontare l'emergenza. Gli Stati Uniti, ha detto il presidente, anche stavolta, hanno dimostrato che sono un grande Paese e che "se tutti lavorano uniti, si può battere la crisi economica, come i disastri naturali". "E' stato un esempio di buon governo" conclude Obama, anche se dalle file dei Repubblicani inizia a montare la polemica. Troppo allarmismo è l'accusa di molti conservatori. Ma dal sindaco Michael Bloomberg arriva la difesa della strategia scelta. "Sono state scelte buone" dice. La lezione di Katrina, gli fanno eco i vertici della Protezione civile Usa, è stata recepita.

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