Libia, ospedale dell'orrore: centinaia di vittime in corsia

Operatori della croce Rossa Internazionale trasportano in altre strutture i sopravvissuti. Credits foto: Getty
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I cecchini hanno tenuto sotto tiro la struttura per giorni per evitare che i ribelli si avvicinassero e hanno così impedito a medici e infermieri di prestare cure ai pazienti

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Venticinque cadaveri erano sui letti. Gli altri sono stati trovati sparsi nei diversi reparti dell'ospedale di Abu Salim, abbandonato dai medici, in fuga dai miliziani di Gheddafi. Sarebbero oltre 200 secondo la Bbc i pazienti sono morti di stenti. 17 sopravvissuti, invece, sarebbero stati trasferiti dalla Croce rossa in un altro presidio sanitario della capitale.
La struttura, rimasta isolata per una settimana, è una delle macabre scoperte avvenute dopo la liberazione di uno dei quartieri a sud di Tripoli, rimasto saldamente nelle mani dei lealisti fino a giovedì 25 agosto, quando c'è stato l'attacco definitivo dei ribelli.
Le sale spettrali dell'ospedale, la cui facciata è costellata di fori di proiettili, hanno rivelato un disastro umanitario, immerso negli effluvi dei cadaveri in decomposizione. L'odore nauseabondo si sentiva da giorni, sempre più forte, anche per il caldo: gli impianti di climatizzazione non funzionavano più. Ma avvicinarsi è stato impossibile per giorni.

La testimonianza di una madre - Lo conferma la testimonianza di una madre, Zine Mohammed al-Zadma, che per giorni ha perduto ogni contatto col figlio: "E' stato ferito a Bab al Aziziya. Ma non sapevo che fosse arrivato qui. E' la prima volta che lo vedo, oggi, dopo cinque giorni. Non sapevo dove fosse. E non si poteva entrare nell'ospedale: c'erano morti ovunque. Alla fine l'ho ritrovato".
Da sei giorni i cecchini del rais tenevano a distanza dal quartiere le forze ribelli. E così medici, infermieri, parenti dei pazienti ricoverati nell'ospedale di Abu Salim si sono tenuti a distanza, per non venire uccisi dalle pallottole.

Nell'ospedale erano rimasti solo in tre - Dentro erano rimasti in tre: un solo medico, uno studente in Medicina e un infermiere. Ma era impossibile occuparsi di tutti quei malati: "Ne sono morti a centinaia nei giorni scorsi, e molti corpi sono stati già evacuati - ha detto il giovane aspirante medico, Mohammed Younes - E' un disastro, ma non abbiamo potuto fare di più. Non ci sono più farmaci, non c'è personale medico. Sono scappati tutti per paura dei cecchini".
Secondo Yunes, molti altri corpi potrebbero venire trovati nell'ospedale di Abu Salim: "In questi giorni, in vari ospedali della città ne sono morti a centinaia". Oggi la Croce rossa ha potuto finalmente entrare nell'ospedale e mettere in salvo i sopravvissuti: "I feriti - ha spiegato un infermiere dell'organizzazione - saranno portati nell'ospedale centrale di Tripoli, che ancora funziona".

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