A Tripoli si continua a combattere: è caccia a Gheddafi

Libia, Tripoli
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Gli insorti hanno conquistato il bunker ma il raìs non molla. "Vittoria o morte" ha detto in un messaggio audio. I ribelli: taglia di 1,6 milioni di dollari a chiunque catturi o uccida il Colonnello

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Bab al Aziziya è caduta ma Muammar Gheddafi rimane alla macchia e i suoi fedelissimi continuano a combattere, a Tripoli e altrove. Beffando i propri avversari, nella notte tra il 23 e il 24 agosto, il Colonnello si è fatto sentire due volte (GUARDA IL VIDEO)  attraverso altrettanti messaggi audio, in cui sosteneva di aver lasciato la propria residenza-bunker soltanto per "ragioni tattiche", e rivolgeva a "tutti i libici, giovani, membri delle tribù, donne" un appello a concentrarsi nella capitale libica per "ripulirla dai traditori".
Gheddafi ha addirittura affermato di aver fatto "un giro della città" in incognito, "senza farmi riconoscere", e di averne tratto l'impressione che "non sia in pericolo".
Di fatto, nella giornata di mercoledì 24 agosto violenti combattimenti sono tornati a scoppiare nel centro di Tripoli e poco più a sud, nel sobborgo di al-Hadhba al-Khadra, dove secondo i ribelli il vacillante leader della Jamahiriyah potrebbe essersi nascosto.
Il Consiglio di transizione ha deciso di mettere una taglia di 1,6 milioni di dollari per chiunque catturi o uccida Muammar Gheddafi. Non solo. A chi consegnerà il raìs sarà concessa l'amnistia.

Missili ed esplosioni, si combatte ancora  - L'intero cuore della città di Tripoli, Bab al-Aziziyah compresa, è stato di nuovo bombardato pesantemente dai governativi, che in precedenza avevano anche lanciato diversi missili 'Scud' da Sirte, città natale del loro leader, contro Misurata. Nottetempo era inoltre stata cannoneggiata al-Zuwarah, importante scalo portuale situato a ridosso del confine con la Tunisia.
Secondo quanto riferisce la Cnn sul terreno, ad aiutare gli insorti, ci sono anche forze speciali dalla Gran Bretagna, dalla Francia, dalla Giordania e dal Qatar.

Le trattative internazionali - Ferve al contempo l'attività diplomatica: Francia e Gran Bretagna hanno fatto sapere di lavorare, insieme ai loro partner, alla messa a punto di una nuova bozza di risoluzione da sottoporre al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite,
allo scopo di ottenere la revoca delle sanzioni contro la Libia e lo scongelamento dei fondi bloccati ai gerarchi di Gheddafi e alle entità, pubbliche e private, riconducibili al suo regime.
Il premier del Cnt Mahmood Jibril ha iniziato un tour dipomatico che lo porta da Sarkozy, il 25 agosto da Berlusconi e poi a Istanbul alla riunione del Gruppo di contatto.
La Cina ha poi ammorbidito i toni nei confronti degli insorti, che non ha ancora riconosciuto ma che a suo tempo aveva comunque definito "interlocutori legittimi". Pechino ha affermato di "rispettare le scelte del popolo libico" e di "augurarsi una transizione improntata alla stabilità".
Più cauta la Russia, il cui presidente Dmitrij Medvedev non ha chiuso del tutto la porta a un riconoscimento del Cnt, purché esso porti "unità" nel Paese nord-africano. 

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