Libia, preso il bunker di Gheddafi. Ma la battaglia continua

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Gli insorti sono entrati nel rifugio e hanno issato una bandiera del Consiglio nazionale di transizione. Nessuna traccia del raìs o dei suoi figli. La Nato: "L'obiettivo non è il colonnello". Summit in Qatar sul dopo regime. FOTO, VIDEO E CRONOLOGIA

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La battaglia di Tripoli, a tre giorni dall'ingresso dei primi insorti nella capitale libica, è diventata martedì 23 la battaglia di Bab al Aziziya, la cittadella fortificata cuore del potere di Gheddafi. Che è caduta (GUARDA IL VIDEO). Ma non ha ancora consegnato alla ribellione il leader della "rivoluzione verde" e i suoi figli.
Come era successo a Baghdad dopo la caduta di Saddam Hussein, i rivoltosi hanno decapitato un monumento di Gheddafi e alcuni di loro ne hanno calpestato la testa per mostrarla alle telecamere delle emittenti straniere entrate nella residenza-bunker del rais.

"Ci siamo fatti scappare i figli di Gheddafi" - Di Gheddafi e dei suoi figli, però, nessuna traccia. "Bab al Aziziya è interamente sotto il nostro controllo, il colonnello Gheddafi e i suoi figli non sono sul posto", ha detto da Bengasi il colonnello Ahmed Omar Bani, portavoce militari dei ribelli. "Nessuno sa dove siano", ha aggiunto Bani.
L'ambasciatore del Cnt alle Nazioni Unite, Ibrahim Omar Dabbashi ha invece chiarito che i due figli del Colonnello, Seif al Islam e Mohammed, sono riusciti a scappare dopo essere stati catturati per l'ingenuità dei carcerieri che hanno lasciato loro i cellulari. Così facendo hanno potuto contattare i loro uomini "che sono riusciti a liberarli".

Il summit in Qatar - Per mercoledì 24 è atteso un summit in Qatar sul dopo regime. "Una conferenza per stabilire lo stanziamento di 2 miliardi di dollari al Cnt", alla quale parteciperanno rappresentanti di "Usa, Qatar, Gran Bretagna, Italia, Emirati Arabi. Ad annunciare l'incontro è stato il primo ministro del Consiglio Nazionale Transitorio libico, Mahmud Jibril, in una conferenza stampa a Doha. "La prima tranche di soldi dovrebbe essere stanziata entro tre giorni e serviranno ai libici per acquistare abiti, beni di prima necessità e farmaci", ha aggiunto Jibril che ha anche ringraziato il Qatar e gli altri Paesi arabi per il sostegno finora ricevuto.

Si combatte al Rixos - In giornata gli aerei della Nato hanno sorvolando la città ma l'Alleanza non ha confermato di aver bombardato la caserma-residenza. Feroci scontri hanno interessato anche la zona vicino all'hotel Rixos, dove si trova la stampa straniera, colpita da una violenta esplosione che ha creato momenti di vero panico.
E' giallo inoltre sul presunto arresto del figlio del Colonnello, Saif al Islam, di cui il Cnt aveva annunciato la cattura ma che è riapparso libero e sorridente nella capitale. (GUARDA IL VIDEO)

Gheddafi: "Sono a Tripoli, lotterò fino alla morte" - L'ambasciatore libico in Italia, Abdul Gaddur, ha detto ai microfoni di SkyTG24 che il raìs non si trova nella capitale e potrebbe trovarsi all'estero.
In giornata un funzionario russo aveva detto di aver parlato al telefono con il leader libico Muammar Gheddafi che - ha riferito - gli ha detto di essere a Tripoli e che avrebbe combattuto fino alla fine.
Secondo quanto riferito dall'agenzia di stampa Interfax, il presidente russo della Federazione internazionale degli scacchi, Kirsan Ilyumzhinov, ha riferito di aver avuto un breve colloquio telefonico con il rais.
"Sono vivo e sto bene. Sono a Tripoli e non ho nessuna intenzione di lasciare la Libia", ha dichiarato Gheddafi a Ilyumzhinov, secondo quanto riferito dallo scacchista.
Il presidente della Fide andò a Tripoli in giugno e giocò a scacchi con Gheddafi una partita che durò circa due ore e che venne ripresa e trasmessa dalla tv di stato libica lo scorso 13 giugno.

La Nato: Gheddafi non è un obiettivo - E' difficile prevedere quando le operazioni Nato in Libia si concluderanno, ha dichiarato il portavoce della missione, precisando che l'Alleanza non sa se Muammar Gheddafi si trovi ancora nel paese nordafricano e ribadendo che, comunque, il raìs non è un obiettivo.
"Nessuno può prevedere quando le forze di Gheddafi si ritireranno. Posso dire in termini più generali che il regime è stato ridotto in questi mesi gradualmente", ha detto in conferenza stampa a Napoli il colonnello Roland Lavoie, portavoce di Unified Protector (guarda il video).
Il portavoce ha precisato che "la situazione a Tripoli è davvero molto dinamica e complessa. Stiamo monitorando da vicino gli sviluppi". Lavoie ha poi ribadito che la Nato non sa dove si trovi Gheddafi e che non lo considera un obiettivo: "Se voi lo sapete ditelo anche a me. Io non ho tracce, e non sono sicuro che al momento la cosa abbia davvero importanza, nel senso che la soluzione di questo conflitto sarà politica... (Gheddafi) non è più un personaggio chiave".

Cautela della comunità internazionale - La situazione sul terreno è dunque ancora fluida, tanto che il ministro degli Esteri francese, Alain Juppé, ha sottolineato che "la vittoria dei ribelli non è ancora completa". Medesima cautela dal vicepremier britannico, Nick Clegg, il quale ha precisato che gli insorti controllano gran parte di Tripoli, "ma non tutta la città". Il ministro degli Esteri, Franco Frattini, ha assicurato che la "pressione della Nato continua per liberare il Paese da sacche di violenza" e ha ribadito che Gheddafi e figli devono essere processati dal tribunale dell'Aja. (IL VIDEO).

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