Libia, i ribelli entrano nel compound di Gheddafi. VIDEO

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La fortezza del raìs a Tripoli è stata espugnata. Gli insorti hanno abbattuto la statua con l’enorme pugno chiuso in bronzo, simbolo del regime. Ma del colonnello non c’è traccia. GUARDA LE IMMAGINI

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Il simbolo di Tripoli espugnata e del regime colpito al cuore è un giovane uomo che si arrampica sull'enorme pugno chiuso in bronzo che per decenni Muammar Gheddafi ha offerto al mondo come icona della sua "personalissima" resistenza.

Oggi quello stesso pugno che stritola un aereo americano è stato scalato in diretta tv da un ragazzo in uniforme improvvisata. Vi si è avvinghiato come fosse l'ultima cosa che faceva in vita e una volta in cima ha alzato al cielo le braccia in segno di vittoria (guarda il video in alto).

Bab Aziziya è presa, i ribelli hanno penetrato la fortezza del rais e sebbene di Muammar Gheddafi non vi sia ancora traccia le scene sono quelle di giubilo che ricordano momenti già visti e 'cadute' già documentate. Rotola in strada una testa "decapitata" da una statua del rais. Viene presa a calci, calpestata, schiacciata dai ribelli (come era successo a Baghdad dopo la caduta di Saddam Hussein).

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