Libia, i ribelli a Tripoli. Catturati i figli di Gheddafi

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Gli insorti annunciano: "Le forze di sicurezza del colonnello si sono arrese, siamo nella piazza Verde". Festa per le strade della capitale. Ma il regime offre il cessate il fuoco e condanna le bombe della Nato: "1300 morti in un giorno". VIDEO E FOTO

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Il cerchio si stringe attorno a Muammar Gheddafi. I ribelli sono penetrati a Tripoli (GUARDA LE FOTO) e secondo Al Jazeera hanno raggiunto la piazza Verde, a pochi chilometri dal suo bunker (GUARDA IL VIDEO DELLA PIAZZA IN FESTA). La brigata di pretoriani a difesa del Colonnello si sarebbe arresa e avrebbe deposto le armi. L'assedio alla capitale è iniziato nella notte tra sabato 20 e domenica 21. Nelle ultime ore gli scontri si sono intensificati e Muammar Gheddafi, in un messaggio audio trasmesso dalla tv libica, ha annunciato che resterà fino alla fine.

Catturati i figli di Gheddafi -
Il Cnt, il governo provvisorio dei riballi libici di Bengasi, ha reso noto che sono stati catturati Seif al Islam, secondogenito del leader libico, e suo erede designato e Saadi, terzogenito con la passione per il calcio che in Italia giocò con il Perugia, l'Udinese e la Sampdoria. Al momento gli insorti non stanno incontrando alcuna resistenza. La loro avanzata è rallentata dal traffico e dal caos e da centinaia di libici che inneggiano alla fine del regime. Del Colonnello ancora nessuna notizia.

Il governo offre il cessate il fuoco -
Mentre gli insorti avanzano nl cuore di Tripoli, la voce del regime libico, il portavoce Mussa Ibrahim in una conferenza stampa (guarda nel video in alto) ha offerto un "immediato cessate il fuoco se anche i ribelli insorti si fermeranno" e ha chiesto alla Nato "di fare pressione sugli insorti del Cnt di Bengasi". Ibrahim ha aggiunto che solo domenica 21 agosto sono morte 1.300 persone a Tripoli e ha accusato l'Alleanza atlantica di sparare indiscriminatamente su "tutto ciò che si muove".

Bombe Nato sul bunker di Gheddafi - Nella giornata di domenica aerei della Nato sono tornati a bombardare il complesso di Bab al-Aziziyah, la residenza-bunker di Muammar Gheddafi situata alla periferia meridionale di Tripoli, sulla strada che conduce all'aeroporto internazionale, teatro dalla notte scorsa di intensi combattimenti tra ribelli e forze lealiste: lo ha riferito l'emittente satellitare pan-araba Al Jazeera, citando proprie fonti giornalistiche presenti in città.

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