Israele, razzi contro bus e auto. E' strage

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In azione diverse cellule di terroristi sulla strada che porta alla località turistica di Eilat. Almeno sette civili ed altrettanti terroristi uccisi. Immediata la rappresaglia di Tel Aviv su Gaza

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In Israele torna il terrorismo. La zona turistica israeliana di Eilat sul Mar Rosso si è risvegliata con l'incubo attentati. Un commando di 7 terroristi palestinesi, con ogni probabilità infiltratosi dal confinante Sinai egiziano, ha attaccato in rapida sequenza due
autobus di linea, una vettura e alcuni soldati di guardia alla frontiera causando 7 morti e decine di feriti. I soldati sui bus e nella zona, tra cui si contano vittime, hanno risposto al
fuoco uccidendo i sette aggressori. Il bilancio parla infatti di 14 persone morte, 7 israeliani e 7 terroristi.
Alcune ore dopo, è scattata la rappresaglia dello Stato ebraico, preannunciata dal premier Benjamin Netanyahu, e in un attacco su Rafah, nel sud della Striscia, i caccia israeliani hanno ucciso, secondo quanto raccontano diverse fonti, il capo dei Comitati di
Resistenza Popolare, altri quattro membri dell'organizzazione e bambino di nove anni.

Attacco a due autobus e ordigni -  Il primo attacco è avvenuto intorno alle 12 locali (le 11 in Italia) sulla superstrada 12 che da Beersheba porta ad Eilat e che costeggia per un lungo tratto il confine con l'Egitto. L'autobus numero 392 della compagnia Egged è stato il primo ad essere colpito quando si trovava all'incrocio di Ein Netafin da alcuni colpi di Rpg e mitragliatrici. Poco dopo, lo stesso commando, ha attaccato un secondo autobus e poi una vettura a bordo della quale sarebbero morti i 4 occupanti. Le altre tre vittime sono state colpite sugli autobus. Alle 13 locali - un'ora circa dal primo agguato - diversi ordigni improvvisati piazzati sul ciglio della strada sono esplosi investendo alcuni soldati di
pattuglia al confine, colpiti anche da alcuni razzi.

Stato d'allerta nel paese - Il governo israeliano ha innalzato lo stato di allerta in tutto il Paese ma in particolare nella zona di Eilat, affollata da migliaia di turisti in questo periodo. Il controspionaggio, lo Shin bet, ha chiesto a tutti gli israeliani di non recarsi nella zona meridionale vicina al Sinai e ha ordinato il rientro di quanti sono ancora nella zona.
Intanto è emerso, secondo lo Yediot Ahranot che l'intelligence giordana aveva avvertito i colleghi israeliani che una cellula terrorista stava progettando un attacco nel sud
del Paese come quello verificatosi oggi. La notizia dell'attacco, il primo sul terreno dopo un lungo periodo di calma apparente, ha fatto crollare la borsa di Tel Aviv e lo shekel.
Il ministro della Difesa Ehud Barak sostiene che dietro gli attacchi ci sarebbero "formazioni attive nella Striscia di Gaza" (controllata da giugno 2007 da Hamas).

Rappresaglia su Hamas - Hamas, da Gaza, ha smentito qualsiasi responsabilità nella vicenda e ha detto che non avrebbe risposto in caso di attacchi da parte di Israele. Poco dopo, in effetti è partito il raid israeliano. I Comitati di resistenza popolare, un gruppo indipendente da Hamas, hanno reso noto che nell'azione è rimasto ucciso il comandante Kamal al-Nairab, un suo luogotenente e altri tre membri dell'organizzazione.
Una fonte militare israeliana ha confermato l'attacco aereo, avvenuto a Rafah.
Una sesta vittima, raccontano abitanti palestinesi di Rafah, è un bambino di nove anni che si trovava nella stessa casa dei militanti colpita dal bombardamento. Le autorità israeliane avevano espresso preoccupazione per la possibilità che i gruppi militanti del Sinai potessero sfruttare il vuoto politico seguito alla destituzione del presidente egiziano Hosni Mubarak nel febbraio scorso.
L'Egitto, che nel 1979 ha firmato un trattato di pace con Israele, ha recentemente rafforzato le misure di sicurezza nel deserto del Sinai, che confina sia con lo Stato ebraico che con la Striscia di Gaza. Fonti della sicurezza egiziana hanno detto che un raid militare contro gruppi armati nel Sinai settentrionale ha portato alla cattura di quattro militanti islamici che preparavano un attentato contro un gasdotto.
Ma dopo questo attacco, le fonti della sicurezza egiziana dicono che è improbabile che l'imboscata abbia preso le mosse dal lato egiziano della frontiera.

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