Vicegovernatore del Darfur: "Azzarà sta bene"

Francesco Azzarà, Emergency
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Il rappresentante della regione meridionale del Sudan ha dichirato che l'operatore di Emergency "è in buona salute" e respinge ogni ipotesi di riscatto per la sua liberazione

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(in fondo al pezzo i video sul rapimento di Francesco Azzarà)

Le forze di sicurezza sudanesi "stanno stringendo il cerchio" intorno ai rapitori di Francesco Azzarà, l'operatore di Emergency sequestrato domenica a Nyala, capitale del sud Darfur. E' quanto avrebbe affermato il vice governatore Abdul Karim Moussa al Sudanese Media Center (Smc). Secondo Moussa, che ha dato rassicurazioni sullo "stato fisico e psicologico" dell'ostaggio, "la zona in cui si trovano i rapitori è sotto controllo". Il vicegovernatore ha comunque precisato che "non pagheremo alcun riscatto" per la liberazione.

Il Ministero degli Esteri italiano ha intanto disposto il rientro a Khartoum  dell'ambasciatore, che era momentaneamente in Italia, e ha chiesto il silenzio stampa per favorire la liberazione di Francesco Azzarà, l'operatore di Emergency sequestrato a Nyala, nel sud del Darfur, provincia occidentale del Sudan (GUARDA LA MAPPA), il 14 agosto. Lo si legge in una nota della Farnesina.
"L'Unità di Crisi della Farnesina, in stretto contatto con Emergency e la missione Onu in Darfur (Unamid) e in pieno coordinamento con l'Ambasciata a Khartoum, ha attivato tutti i canali disponibili presso le Autorità locali per una soluzione della vicenda", si legge nella nota. "D'accordo con Emergency, con cui si mantiene un collegamento continuo, la Farnesina chiede inoltre il silenzio stampa per facilitare la liberazione del connazionale", fa sapere il ministero degli Esteri.

Azzarà, 34 anni, logista del Centro pediatrico che Emergency ha aperto a Nyala nel 2010, è stato sequestrato da un gruppo di uomini armati mentre si trovava in auto diretto verso l'aeroporto della città.
Anche Emergency ha fatto sapere di aver attivato immediatamente tutti i contatti a sua disposizione in Darfur e a Khartoum, mentre un team dell'organizzazione non governativa sta seguendo gli sviluppi della situazione ed è in costante contatto con la famiglia di
Azzarà, le autorità sudanesi e quelle italiane.

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