Libia, i ribelli verso Tripoli. Gheddafi: "Prendete le armi"

Muammar Gheddafi
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Il rais ha lanciato un nuovo appello ai suoi fedeli per riconquistare le città in mano agli insorti. Gli oppositori al regime, intanto, continuano la marcia verso la capitale

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"Prendete le armi e lottate per liberare la Libia dai traditori e dalla Nato". E' tornato a farsi sentire il leader libico Muammar Gheddafi, incitando i suoi seguaci alla battaglia, mentre i ribelli, dopo la conquista di Zawiah, snodo strategico a una manciata di chilometri a ovest di Tripoli e l'attacco a Garyan, 100 chilometri a sud della capitale, stanno stringendo il cerchio attorno alla roccaforte dei rais.
Gheddafi è tornato a parlare nella notte tra il 14 e 15 agosto, con un messaggio audio diffuso dalla tv di Stato, in parte incomprensibile a causa di problemi tecnici. Mentre in sottofondo scorrevano le immagini - "in diretta", secondo l'emittente - della piazza verde di Tripoli con alcune centinaia di sostenitori del regime che sventolavano bandiere verdi e innalzavano ritratti del colonnello, il rais ha invitato a "proseguire con la battaglia" per riconquistare le città finite in mano ai ribelli.

Un messaggio che arriva dopo una giornata importante per gli insorti: a sei mesi esatti dall'inizio della rivolta, scoppiata il 15 febbraio scorso, sono riusciti ad accerchiare Tripoli, togliendo, grazie alla conquista di Zawiah, l'ultima via di rifornimento via terra, e quindi chiudendo il rubinetto al carburante e al cibo che arrivavano alla città dalla Tunisia. E sferrando nel frattempo un attacco anche a Garyan, altra città strategica per arrivare a Tripoli. Altri scontri di minore entità si registrano a Sorman (a est di Zawiah), che gli insorti affermano di aver conquistato, e Ras Jedir (al confine con la Tunisia).

A Misurata, la 'città martire' stretta tra Tripoli e Sirte, i ribelli hanno posto fine ai bombardamenti sulla città conquistando Tawargha, dove si trovavano le batterie del rais.

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