Siria: ancora sangue sulle proteste

Un momento della manifestazione contro Assad a Latakya
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Almeno dieci civili sarebbero stati uccisi nella repressione delle manifestazioni in tutto il Paese. La popolazione chiede che Assad lasci il potere e urla: "Ci inginocchieremo soltanto davanti a Dio". VIDEO

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Continua in Siria la repressione nel sangue delle proteste contro il regime di Assad. Secondo gli attivisti per i diritti umani, le forze di sicurezza siriane hanno ucciso oggi 10 manifestanti, mentre decine di migliaia di persone in diverse città del Paese chiedono che il presidente Bashar al-Assad lasci la guida del paese, cantando "Ci inginocchieremo soltanto a Dio".
Manifestazioni di protesta sono state organizzate tra l'altro nelle città di Hama e Deir al-Zor, entrambe teatro di offensive lanciate da Assad con il supporto di carri armati durante il mese del Ramadan, santo per i musulmani. "Vattene Bashar", hanno cantato i manifestanti in cortei organizzati anche ad Homs e nelle città costiere di Latakia e Baniya, come anche nella provincia meridionale di Deraa, dove è iniziata la rivolta contro la dominazione della famiglia di Assad, in corso da 41 anni.

La protesta di Latakia dal canale di Youtube Shaam News Network




La protesta di Homs dal canale di Youtube Shaam News Network



L'organizzazione di attivisti Commissione di Coordinamento Locale ha detto poi di avere i nomi di due manifestanti uccisi ad Aleppo, uno ad Homs, tre nella periferia della capitale Damasco e due nella provincia di Idlib, nel nordovest del paese nei pressi del confine con la Turchia. Due persone sarebbero state uccise anche ad Hama, a pochi giorni dalla conclusione dell'assalto di una settimana alla città, che è diventata il simbolo dello sprezzo nei confronti del governo di Assad, con grandi folle che hanno chiesto a più riprese la sua destituzione.
Nella città di Deir al-Zoer, le forze di sicurezza hanno sparato sui manifestanti che uscivano da un'importante moschea, uccidendo una persona secondo quanto riferito dalla Commissione di Coordinamento Locale.

Un testimone oculare ha detto che il fuoco è divampato nella moschea dopo che le forze di sicurezza l'avevano presa di mira. "Nell'intero quartiere risuonano i colpi dei proiettili. I fedeli corrono a nascondersi", ha detto un abitante via telefono.
Secondo gli attivisti, nella repressione sono morte oltre 1.700 persone mentre, secondo le autorità siriane, 500 soldati e agenti di polizia sono stati uccisi da gang armate e terroristi.

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