Torna la calma a Londra. Cameron: "La linea dura paga"

Scorrendo con il cursore sulla foto è possibile visualizzare la foto della sede della Sony prima e dopo l'incendio appiccato durante gli scontri
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Smentita la notizia della seconda vittima degli scontri. 1200 arresti per le violenze. La protesta si sposta a Manchester, Nottingham e Birmingham, dove tre uomini sono morti dopo essere stati investiti. Stavano proteggendo i loro negozi

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(In fondo all'articolo tutti i video sugli scontri)

La linea dura sta pagando -
La linea dura sta pagando e la linea dura proseguirà. Così il premier britannico, David Cameron, nel corso della conferenza stampa tenuta al termine del vertice a Downing Street sui tumulti che hanno incendiato Londra e molte altre città del Regno Unito. (GUARDA LE FOTO)
Parole di soddisfazione, dunque, che arrivano all'indomani della prima notte di calma in una capitale blindata. Insomma, la massiccia mobilitazione delle forze dell'ordine ha dato risultati, ma non verrà diminuito il numero dei poliziotti per le strade di Londra, al momento circa 16mila. E, come in Irlanda del Nord, si potranno utilizzare se necessario i cannoni ad acqua per evitare il ripetersi delle scene di guerriglia che hanno messo a fuoco e sangue la capitale britannica per tre notti di seguito. E' questo in sintesi il bilancio fatto Downing Street dal premier.

Circa 1200 gli arresti - A quanto si apprende sono almeno 1.186 le persone fermate
dalla polizia britannica per la rivolta che sta interessando diverse città dell'Inghilterra. A Londra i fermi sono stati 768 e 105 persone sono state incriminate. Tra Manchester e
Salford sono stati effettuati 113 fermi, 109 nel West Midlands (20 incriminati) in relazione ai disordini avvenuti a Birmingham, Wolverhampton e West Bronwich. A Nottingham sono
state fermate 90 persone, 50 a Liverpool. Nove fermi si registrano a Gloucester, 13 a Leicester, 19 a Bristol, 15 a Thames Valley. Le cifre sono state fornite dalla Bbc.

Smentita la notizia della seconda vittima -
Intanto, viene smentita la notizia della seconda vittima degli scontri dei giorni scorsi. Il Daily Telegrah, che attraverso Twitter aveva rilanciato l'aggiornamento, ha poi precisato che l'uomo di 40-50 anni aggredito dai saccheggiatori a Ealing, Londra, mentre tentava di spegnere un incendio è in grave condizioni.
Ad oggi, la prima e unica vittima del caos che ha inghiottito per giorni la capitale britannica è il ragazzo di 26 anni morto martedì 9 agosto in seguito ai tumulti nel quartiere Craydon. La rivolta a Londra è scoppiata nella notte tra sabato e domenica dopo la morte di Mark Duggan.

Ma Birmingham piange tre morti - Dopo le violenze, il lutto. A Birmingham, martedì teatro di violenti scontri, tre uomini sono morti per le ferite riportate dopo essere stati investiti.  A far infuriare la comunità di Winson Green è il fatto che le tre vittime fossero lì per proteggere i loro negozi e che siano stati presi di mira deliberatamente, in un attacco che potrebbe anche essere di stampo razzista. Il cugino di uno di loro non ha dubbi. "Sono stati uccisi in un attacco razzista. I tre erano fuori con il resto della loro comunità per proteggere la loro area dai saccheggiatori. Erano parte di un gruppo di circa 40 persone. Non portavano armi né si comportavano come dei vigilantes violenti. La comunità asiatica lavora così duramente e cerca sempre di tenere i negozi aperti", ha detto.

L'obiettivo è riportare l'ordine - "Chiunque sarà incriminato per disordini violenti finirà in prigione", ha garantito Cameron e "non ci preoccuperemo di diritti umani fasulli". La priorità, ha aggiunto il premier, è chiara: "Decideremo qualsiasi azione necessaria per riportare ordine nelle nostre strade". Ma si tratterà "di una sfida epocale per la polizia", ha aggiunto l'inquilino di Downing Street. "Abbiamo grandi lezioni da imparare, per essere preparati in futuro", ha riconosciuto Cameron, secondo cui la risposta è stata molto difficile perché "c'erano un sacco di persone diverse che facevano le stesse cose in diversi posti allo stesso tempo".

La foto che ha fatto il giro del mondo - Intanto si va via via definendo il mistero della donna che, con il suo salto tra le fiamme, ha fatto il giro del mondo (guarda la foto). Il Guardian svela il suo nome: si chiama Monika Konczyk ed è polacca. Al momento però nessuno è riuscito a parlare con lei, perché ancora sotto shock. A riferire queste notizie al quotidiano inglese sono stati i suoi vicini.

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